Vaticano: alla vigilia dell’8 marzo nasce la Consulta femminile

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Presentazione stamattina in Sala Stampa vaticana della “Consulta femminile”, l’organismo permanente, istituito all’interno del Pontificio Consiglio della Cultura nel giugno 2015 per dare spazio e continuità alla voce delle donne all’interno del Dicastero. Trentasette le componenti coordinate da Consuelo Corradi, pro-rettore alla ricerca e ai rapporti internazionali dell’Università Lumsa di Roma. Alla presentazione, oltre a molte di loro, era presente il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio.

Fino a poco fa non c’era nessuna donna a livello dirigenziale nel Pontificio Consiglio della Cultura, mancava dunque l’immagine di Dio nella sua completezza. Sono le parole forti con cui il card. Ravasi apre la sua presentazione della “Consulta femminile”. Ricorda, da illustre biblista, che Dio creò l’uomo a sua immagine e lo creò maschio e femmina. Ora, conclude, con la nascita della Consulta nel Dicastero le cose sono cambiate. Sentiamo da lui stesso il perché di questa iniziativa e quale il contributo che vuol offrire alla Chiesa e alle donne:
“Vuole essere soprattutto uno sguardo femminile rivolto a tutte le attività del nostro Dicastero. Il loro contributo potrebbe essere segnalato a due livelli. Da un lato certamente sui contenuti; alcuni contenuti che non avevamo previsto e che fanno parte di più della loro esperienza femminile, della loro esperienza di lavoro, anche laica. Il secondo aspetto è quello dello stile: riuscire a introdurre, per esempio, una lettura molto più globale, colorata, della realtà e dei temi che noi affrontiamo, facendo perdere un po’ quell’analisi che è solo squisitamente teologico-filosofica, propria del linguaggio ecclesiale”.

D. – Il Papa ultimamente ha detto: “Non è tanto una questione funzionale quella del ruolo della donna nella Chiesa ma di contributo al pensiero, alla riflessione”…

R. – Difatti io ho escluso esplicitamente che fosse un’aggiunta al dicastero per riuscire ad avere le quote rosa oppure per avere una specie di cosmesi. No: loro entrano nell’interno dei meccanismi della nostra “politica culturale”.

Docenti universitarie, imprenditrici, impegnate in politica, artiste, giornaliste. Due le religiose e due le componenti della Consulta dipendenti del Vaticano: la collega della Radio Vaticana Roberta Gisotti e Micol Forti, responsabile della Collezione d’arte contemporanea dei Musei Vaticani. Grande la varietà di provenienza culturale, geografica e perfino confessionale con la presenza anche della teologa musulmana iraniana Shahrazad Houshmand. A coordinare i loro incontri di lavoro la dott.ssa Corradi, che ha messo al centro della loro riflessione il tema della differenza femminile. Sentiamo:
“Le donne sono diverse dagli uomini. La parità dei diritti non significa perdere le nostre differenze. Qual è questa differenza femminile? Io la sintetizzo in questo modo: saper mescolare la tenerezza e la forza. E vorremmo essere testimoni per gli uomini che ci si può commuovere, che si può soffrire e gioire con gli altri senza perdere la propria forza”.

Fonte: Radio Vaticana

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