Tre morti nell’attentato a Nizza nella Cattedrale. Il dolore dei vescovi francesi

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Drammatico attacco con un coltello all’interno di Notre Dame, la cattedrale della città francese del sud. Sono tre le persone uccise di cui una decapitata. Ci sono anche feriti. Sul contesto territoriale e geopolitico l’analista di politiche della sicurezza Marco Lombardi

L’aggressore ha urlato “Allah Akbar” e, secondo le prime testimonianze, gli agenti hanno fatto irruzione sparando. L’attacco con un coltello è avvenuto questa mattina, intorno alle 9 nella cattedrale nel centro di Nizza, in Avenue Jean-Medecin. Il sindaco di Nizza, Cristian Estrosi, ha dichiarato subito che si tratta di un attacco terroristico. Il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin ha detto che la polizia sta conducendo un’operazione di sicurezza. Fonti di stampa parlano di un arresto.
Il presidente Emmanuel Macron si è diretto sul posto. Il primo ministro Jean Castex ha lasciato precipitosamente l’Assemblea nazionale, dove avrebbe dovuto presentare le nuove misure introdotte per fare fronte all’epidemia di coronavirus, per partecipare alla riunione di crisi organizzata al ministero degli Interni dal ministro Gerald Darmarin.

La preghiera e la vicinanza dei vescovi di Francia
Vicino alla diocesi di Nizza e al suo pastore, è il presidente dei vescovi francesi il presidente dei vescovi francesi, monsignor Éric de Moulins-Beaufort,che tramite tweet, ha espresso subito i suoi sentimenti: “La mia preghiera molto speciale per il popolo diocesano di Nizza e per il vescovo monsignor Marceau. Che sappiano come sostenersi in questa prova e sostenere coloro che vengono provati nella loro carne”. E ancora, pregando per le vittime e ricordando la vicinanza della festa di Ognissanti, aggiunge: “La domenica, per Ognissanti, ascolteremo il Signore: Beati gli operatori di pace, saranno chiamati figli di Dio. Beati voi che siete perseguitati per il mio bene. Perché grande è la vostra ricompensa in cielo” .

Due settimane fa l’uccisione di Samuel Paty
L’attacco arriva mentre la Francia è ancora sotto choc per la decapitazione di Samuel Paty, l’insegnante ucciso il 16 ottobre per aver parlato agli studenti delle vignette di Charlie Hebdo che ritraggono il Profeta Maometto. Inoltre la tensione è aumentata nelle scorse ore dopo la pubblicazione da parte di Charlie Hebdo di nuove vignette contro il presidente turco Erdogan e dopo le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron.
La strage del 2016
Torna alla mente la strage avvenuta a Nizza alle 22.30 del 14 luglio 2016, costata la vita a 84 persone. Allora un uomo, alla guida di un autocarro, investì volontariamente la folla che assisteva ai festeggiamenti pubblici in occasione della festa nazionale francese nei pressi della Promenade des Anglais. La corsa del veicolo proseguì per 1.847 metri, durante la quale il conducente sparando all’impazzata, forzò la zona pedonale e provocando il numero massimo di vittime.

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