Somalia: 3.2 milioni di persone necessitano di aiuti alimentari

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Continua l’emergenza umanitaria in Somalia: sono 3,2 milioni le persone che hanno bisogno di aiuti alimentari; il tasso di malnutrizione generale nella regione è del 22%; quella acuta del 5%. “Il tasso di ammissione dei bambini con meno di cinque anni nei nostri programmi di nutrizione e salute è più che raddoppiato rispetto all’inizio dell’anno”: ha dichiarato Aurelie Fèrial, capo delle operazioni regionali di “Azione contro la Fame” dell’Africa orientale. Ecco l’intervista a  parlato Simone Garroni, direttore generale della fondazione:

R. – La Somalia in questo momento sta vivendo, purtroppo, una crisi gravissima. La siccità che sta subendo sta portando la popolazione ad una situazione veramente di stremo. Stiamo parlando del quarto anno di siccità: quattro stagioni delle piogge consecutive sono state fallimentari, con l’ultima di aprile-giugno. Abbiamo quindi 6,7 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria e più di tre milioni di persone che hanno bisogno di cibo di emergenza. Ci troviamo di fronte a una situazione che è di pre-carestia. La carestia non è un termine generico, ma tecnico: può essere dichiarata solo dall’Onu quando ci sono certi criteri. Quando la malnutrizione generale raggiunge il 30 % della popolazione; una famiglia su cinque – il 20 % quindi – è senza cibo. Ci sono dei tassi di mortalità giornalieri molto elevati. Ci troviamo in una situazione che è molto vicina a queste che ho citato: siamo cioè oltre la soglia di emergenza secondo i criteri stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

D. – In quale stato versa ora la Somalia?

R. – La Somalia è proprio lo Stato in cui è stata dichiarata la carestia. L’ultima volta che è accaduto era il 2011 e in quell’occasione sono morte 260 mila persone. Purtroppo, oggi ci troviamo in una situazione di pre-carestia non soltanto in Somalia, ma anche in Sud Sudan – dove è stata proprio dichiarata a febbraio – e in Yemen. Quindi è una situazione veramente particolare. E la Somalia – a parte questo momento in cui si è aggravata la crisi – si trova in uno stato di povertà e di bisogno da moltissimi anni, sia per le condizioni climatiche sia per quelle politiche e militari.

D. – Come state intervenendo voi di Azione contro la Fame?

R. – Noi siamo in Somalia dal 1992, quindi da moltissimi anni. Abbiamo circa tredici progetti e nel 2016 abbiamo aiutato quasi 300 mila persone. I nostri interventi sono in questo momento molto focalizzati sul fornire acqua, quindi camion d’acqua; e poi un sistema di voucher per assicurare la sua distribuzione equa. Interventi di cibo di emergenza; costruzione di latrine, perché uno degli aspetti fondamentali è quello di garantire condizioni igieniche adeguate. Ci sono purtroppo epidemie di colera che sono in crescita e che devono essere immediatamente contenute e curate per le persone che soffrono: purtroppo i tassi di mortalità per colera sono di circa il 5 %. Gli altri interventi sono ovviamente quelli di cura e prevenzione contro la malnutrizione acuta nel momento in cui si verifica effettivamente sui bambini, e di prevenzione sulle mamme allattanti o incinta.

D. – Qual è il vostro appello?

R. – Il nostro appello è che i fondi crescano notevolmente. Ci troviamo in una situazione in cui purtroppo alcune attività di fornitura di acqua devono essere interrotte. Anche la fornitura di denaro per l’acquisto di cibo è stata interrotta in alcuni distretti. Le esigenze sono di addirittura 14 milioni di dollari per finanziare i progetti: ci troviamo quindi in una situazione in cui le esigenze della popolazione sono molto più significative dei fondi attualmente disponibili.

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