SIRIA – Fonti assire: milizie curde consolidano il controllo sui villaggi cristiani della valle del Khabur

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Hassakè – Le milizie curde aumentano la pressione sulle popolazioni del nord- est della Siria, rafforzando il loro controllo militare anche sui villaggi della Valle del Khabur, un tempo abitati in maggioranza da cristiani assiri, siri e caldei. Sigle organizzate della diaspora cristiana assira in Occidente, come la Federazione Assira olandese (AFN), hanno preso l’iniziativa di contattare ambienti diplomatici di Mosca per fornire informazioni e sensibilizzare anche il governo e gli apparati russi riguardo alle iniziative unilaterali messe in atto dai gruppi militari curdi È stato segnalato, tra le altre cose, che le milizie curde locali hanno invaso i villaggi di Tel Jazira e Tel Baz, accompagnati da ufficiali curdi del PKK. Dall’aprile 2018 più di centocinquanta rifugiati curdi di Afrin sono stati ospitati nel villaggio assiro di Tel Nasri. Le locali comunità assire temono che tali iniziative segnino un processo di progressiva acquisizione di terre e case appartenenti alle famiblie cristiane da parte delle forze curde. In quell’area agiscono anche gruppi armati, spesso in competizione e in contrasto tra loro, che si presentano come forze di protezione e autodifesa delle comunità cristiane locali, finendo spesso per rendere ancora più intricata la situazione sul campo.
Nel febbraio 2015, i villaggi abitati dai cristiani nella valle del fiume Khabur erano stati conquistati dalle milizie jihadiste di Daesh. Gli abitanti eran fuggiti, e almeno 250 di loro erano stati presi in ostaggio e deportati dai jihadisti, per essere poi progressivamente liberati a gruppi di diversa consistenza, dietro il pagamento di somme di riscatto (vedi Fides 23/2/2016). Già nel febbraio 2016 (vedi Fides 6/2/2016), milizie curde delle Unità di Protezione Popolare (YPG, braccio militare dell’Unione democratica curda, il partito curdo che costituisce il ramo siriano del PKK) avevano allestito tre campi d’addestramento in altrettanti villaggi della valle del Khabur, rimasti da allora quasi del tutto abbandonati.

Agenzia Fides

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