Rotta la tregua a Gaza, riprendono i raid israeliani

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Solo poche ore per la tregua a Gaza, a romperla un razzo lanciato su Ashdod e rivendicato dalle brigate di Ezzedine al-Qassam. Immediata la reazione di Israele che ha ripreso le operazioni nella Striscia. ”Hamas ha scelto di proseguire la campagna militare. Pagherà il prezzo”, ha detto il premier Netanyahu, che promette di intensificare le azioni. A Gaza le vittime sono arrivate a circa 200, mentre oggi si registra anche il primo morto israeliano, un uomo deceduto dopo essere stato ferito da un colpo di mortaio in prossimità del valico di Erez. Graziano Motta:

E’ durata soltanto sei ore la tregua nella striscia di Gaza. Al termine del suo incontro con il ministro degli esteri tedesco Steinmeier, giunto in missione di pace nella regione, il premier israeliano Netanyahu ha spiegato ai giornalisti che il suo governo aveva accolto la proposta egiziana di cessare il fuoco, considerandola un’opportunità per conseguire, per via diplomatica, la smilitarizzazione di Gaza, ma visto che Hamas e la Jihad islamica non l’avevano presa in considerazione, Israele ha ripreso, “con piena legittimità” ha sottolineato, le operazioni militari. In effetti questa mattina, nelle sei ore di tregua, sono caduti su Israele altri 47 missili, soprattutto al centro, ma anche al nord fino ad Haifa, e al sud dove, per la prima volta, hanno raggiunto la città portuale e stazione balneare di Eilat, sul mar Rosso, confermando così la vulnerabilità di tutto il territorio di Israele. Se ne è resa conto vistando i danni alle abitazioni di un’altra città portuale, Ashdod, sul Mediterraneo, il ministro degli esteri italiano Federica Mogherini, nella regione per conto dell’Unione Europea, la quale ha affermato che “la cosa più importante al momento è la tregua”. Gli sforzi diplomatici del presidente egiziano che l’ha promossa non si sono fermati, domani riceverà il presidente palestinese Abu Mazen confidando che Hamas nel frattempo “definisca la sua posizione” come ha detto al Cairo un suo esponente, Moussa Abu Marzuk. I raid aerei israeliani su Gaza, ripresi nella tarda mattinata contro rampe di lancio di missili, hanno causato altre vittime e danni, che hanno penalizzato la popolazione. Il bilancio di un’organizzazione umanitaria riferisce di ospedali al collasso, di 400 abitazioni completamente distrutte, di diecimila danneggiate al punto di non essere abitabili e di molte migliaia di senzatetto.

Fonte: Radio Vaticana

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