Raid israeliani e missili palestinesi: oltre 70 i morti

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Cresce la preoccupazione internazionale per la drammatica evoluzione della crisi israelo-palestinese. Anche ieri nuovi raid aerei delle forze ebraiche sulla Striscia di Gaza e lancio di missili palestinesi sul territorio israeliano. Decine le vittime palestinesi. Intanto, la comunità internazionale moltiplica i suoi interventi per cercare di fermare le violenze e nel timore che Israele lanci l’attacco di terra. Il servizio di Graziano Motta:

Per tutta la notte non si sono fermati i raid aerei israeliani sulla striscia di Gaza con nuove vittime, a Khan Yunis in particolare tre donne e quattro bambini, Pesantissimo il bilancio umanitario di due giorni: 64 morti e 450 feriti. Raid compiuti in rappresaglia ai continui lanci di missili palestinesi sul territorio israeliano – 234 in due giorni, 61 dei quali intercettati dal sistema difensivo – alcuni sono caduti presso la centrale nucleare di Dimona, altri a lunga gittata (gli M 302 di fabbricazione iraniana) il mare antistante Haifa. Il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen parla di massacro, denuncia il genocidio, chiede aiuto al mondo e protezione alle organizzazioni internazionali; a Gaza il portavoce di Hamas minaccia a Israele tempi peggiori . Da parte loro il presidente israeliano Peres e il premier Netanyahu avvertono: se i lanci di missili sulla popolazione civile non cesseranno, un’operazione terrestre sarebbe inevitabile. Sollecitano una condanna e l’ottengono subito da Stati Uniti, Germania, Regno Unito,Francia. D’altra parte i paesi arabi e musulmani, in particolare Egitto, Giordania e Turchia, esigono la cessazione immediata dei raid israeliani – sono stati ben 590 in due giorni – e il presidente egiziano ordina l’apertura del valico di frontiera con Gaza per il passaggio dei feriti. La diplomazia dunque non si ferma. Il segretario generale dell’ONU, che ha avuto colloqui telefonici con leader occidentali e arabi, avverte che la situazione può sfuggire ad ogni controllo e che la regione non può tollerare una nuova guerra.

Fonte: Agenzia Fides

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