Primo master in Tutela dei Minori – P. Zollner: Chiesa e governi lavorino insieme

0

E’ stato presentato oggi all’Università Gregoriana il primo master al mondo in Tutela dei Minori. Obiettivo: formare risorse umane competenti per riconoscere, prevenire ed estirpare la piaga degli abusi

Prendere coscienza delle ferite e provare a cambiare lo state delle cose, ricordando che le vittime di abusi, in particolare i bambini, vengono prima di tutto. Da questo assunto parte l’iniziativa del Centro per la Protezione dei Minori della Pontificia Università Gregoriana che oggi ha inaugurato il primo master interdisciplinare in “Safeguarding of Children”. Il biennio, offre quattro diverse specializzazioni: teologia, diritto canonico, educazione e psicologia/psicoterapia. Già numerose le adesioni ma i primi a conseguire la Licenza in Tutela dei Minori, saranno gli studenti di Kenia, Nigeria, Croazia, Croazia, Spagna, Slovacchia, Myanmar, e Tonga.

Risorse umane competenti
“La licenza avrà una grande rilevanza pratica e non solo teorica”, spiega padre Hans Zollner, presidente del Centro per la Protezione dei Minori, convinto che servano risorse umane competenti e preparate per aiutare a debellare questo male. (Ascolta l’intervista a padre Zollner sul master in Tutela dei Minori)
“Vogliamo contribuire alla creazione di risorse umane di primo livello per la protezione dei minori – dice ai nostri microfoni – . Certamente, questo è un fenomeno mondiale, il 12 per cento di tutta la popolazione giovanile nel mondo viene abusata, cioè più di 250 mila persone in questo momento, e questa è una cifra probabilmente troppo bassa rispetto alla realtà. Comunque parliamo di un fenomeno straordinariamente grande e straordinariamente taciuto. La Chiesa deve fare i conti con il suo passato e il suo presente e deve fare tutto ciò che è possibile per promuovere la giustizia e anche la giusta attenzione alle istituzioni, alle parrocchie, alle scuole cattoliche affinché i giovani siano sicuri. Però questo è anche un compito della società in genere”.

Trasparenza e dialogo
La Chiesa, prosegue padre Zollner, ha intrapreso la via della trasparenza e su questo deve proseguire. “Questa trasparenza viene fuori certamente per mandato del Papa stesso, della collaborazione con la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, delle nostre attività educative, del Centro per la Protezione dei Minori. La gente, io stesso, può constatare questo nei viaggi e nei contatti con le Conferenze episcopali del mondo: ultimamente sono stato in Malesia e in Papua Nuova Guinea, Paesi in cui due-tre anni fa di questo tema non si parlava: adesso la Chiesa lì si interessa, investe e anche prepara gente per un presente e un futuro migliore rispetto alla prevenzione di abuso”.

Chiesa sia posto sicuro per i bambini
“Gli scandali di abusi che hanno fatto precipitare la Chiesa in una delle sue crisi più gravi a livello mondiale sollevano molte domande e sfide per il futuro. Questo è impegnativo, faticoso, ma allo stesso tempo senza alternative. Dobbiamo aiutare insieme a promuovere una varietà di iniziative costruttive e creare sinergie”, ribadisce il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera alla cerimonia di apertura del master, assicurando anche il sostegno finanziario al Centro per la Protezione dei Minori. Il porporato assicura che il tema è anche al centro del Sinodo dei Vescovi in corso in Vaticano. “ Noi – prosegue – dobbiamo concentrarci su due cose essenzialmente. Primo, la Chiesa deve mostrare di essere un posto sicuro per i bambini. Secondo, i giovani vogliono una Chiesa che sia una comunità aperta, trasparente e includente ed è nostro dovere realizzare questo”. Il cardinale Marx , rispondendo alle domande dei giornalisti circa lo scandalo degli abusi perpetrati da membri del clero, sostiene anche che abolire il celibato non sia la soluzione, ma che bisogna invece continuare il dialogo sulla sessualità in genere.

L’abuso, problema di salute pubblica
“L’educazione dei professionisti alle tecniche di tutela dell’infanzia è fondamentale per lo sviluppo di strategie di prevenzione più ampie. Se vogliamo prevenire i danni che si verificano, in primo luogo dobbiamo aumentare la capacità professionale di affrontare gli abusi sessuali su minori”, sottolinea la professoressa Elizabeth J. Letourneau, direttrice del Moore Center for the Prevention of Child Sexual Abuse, presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, USA. “L’abuso sessuale su minori – aggiunge – è un problema di salute pubblica prevenibile, ma il mondo continua ad affrontarlo quasi esclusivamente a posteriori, con particolare attenzione alla giustizia penale e ai servizi alle vittime. Un cambiamento di paradigma è atteso da tempo, bisogna auspicare che le nazioni e i governi spendano le risorse in anticipo, per prevenire il danno all’origine e non dopo che esso si è verificato”.

Alleanza tra chiese e governi
Il maggiore Dana Humaid, direttore dell’Ufficio Project Management and Shared Services Office, e direttore ad interim del Child Protection Centre presso la Segreteria Generale del Ministero dell’Interno degli Emirati Arabi Uniti, sottolinea l’importante dimensione interreligiosa nella protezione dei bambini; insiste sul tema della sicurezza anche nel web, dove si nascondono le principali insidie per i minori. Sarebbe auspicabile, sostiene, un’alleanza solida e continua per facilitare un’azione positiva tra le comunità religiose e i leader mondiali.

La premiere artistica per le vittime
Domani, sabato 6 ottobre nella Chiesa di Sant’Ignazio, la prima di “Transformation”: uno spettacolo musicale dedicato alle vittime di abusi. Lo show è composto da Konstantia Gourzi, prodotto dall’arcidiocesi di Monaco di Baviera e Frisinga, ed eseguito dal Coro di bambini dell’Opera di Stato bavarese, dai musicisti dell’Orchestra di Stato bavarese, ballerine e ballerini che con le loro performance racconteranno il dramma di chi ha subito violenza.

Vatican News

No comments