Il Papa incontra i Focolari: Loppiano città aperta senza periferie

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Dopo la visita a Nomadelfia, l’elicottero con a bordo Papa Francesco è atterrato alla Cittadella di Loppiano. Il Santo Padre è stato accolto dalla presidente dei Focolari, Maria Voce, dal copresidente del movimento Jesus Moran, e dal vescovo di Fiesole, monsignor Mario Meini, mentre risuonavano le note e i canti dei Gen Verde, la band internazionale del movimento dei Focolari.

Oltre 7000 persone ad attendere il Papa
Ad attenderlo nel campo sportivo vicino al salone San Benedetto oltre 7000 persone, che Francesco ha salutato nel breve percorso in auto fatto per raggiungere santuario di MariaTheotokos, la chiesa della cittadella di Loppiano intitolata alla Madre di Dio e voluta dalla fondatrice dei Focolari Chiara Lubich. Nel santuario, il Papa si è raccolto in preghiera sostato anche davanti al quadro della Madonna con Bambino di un pittore di religione Indù, simbolo del dialogo interreligioso che caratterizza Loppiano.

Il saluto di Maria Voce
Il Papa ha quindi incontrato la grande comunità dei focolari che lo ha atteso fin dalle prime ore del mattino. Maria Voce ha rivolto a nome di tutti il saluto di benvenuto a Loppiano ed ha tenuto un prevede discorso di introduzione sui carismi e l’impegno della comunità del focolari. “A Loppiano attualmente vivono circa 850 persone, provenienti da 65 nazioni che La salutano con tutto il cuore – ha aggiunto Maria Voce -. Già di per se’, quindi, la cittadella è un laboratorio di vita, una palestra nella quale ci si allena a costruire l’unità nella diversità”. “Il nostro desiderio è che, chi visita questa città, vi trovi una casa, una famiglia, una madre: Maria!”, ha spiegato ancora la presidente del Movimento del Focolari, presentando i volontari e le volontarie di Dio, “che vengono a formarsi come artigiani di pace per trasformare la società dal di dentro” e le 10 scuole di formazione presenti nella cittadella, tra i quali spicca l’Istituto Universitario Sophia.

Le domande dei Cittadini di Loppiano
Successivamente il Papa ha risposto alle domande rivoltegli da alcuni cittadini di Loppiano. “Come vivere la situazione del presente dopo il tempo di fondazione vissuto con Chiara” è stato il primo interrogativo a cui Francesco ha dato una lunga ed articolata risposta, attingendo ai due concetti espressi nella Lettera agli Ebrei: franchezza (parresia) e perseveranza (hypomoné)
Non abbandonate la vostra franchezza (parresia), alla quale è riservata una grande ricompensa. Avete solo bisogno di perseveranza (hypomoné), perché, fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato promesso.
Il Papa ha quindi spiegato che le due parole chiave devono essere poste nella cornice della memoria:
Quando, non dico un cristiano, un uomo o una donna, chiude la chiave della memoria, incomincia a morire. Per favore, memoria. Come dice l’autore della Lettera agli Ebrei: «Richiamate alla memoria quei primi giorni». Questa cornice di memoria si può vivere, si può respirare, si può andare avanti, e dare frutti. Ma se tu non hai memoria… I frutti dell’albero sono possibili perché l’albero ha delle radici: non è uno sradicato. Ma se tu non hai memoria, sei uno sradicato, una sradicata, non ci saranno dei frutti. Memoria: questa è la cornice della vita.

A Loppiano non ci sono delle periferie
Al santo padre è stato poi chiesto quale contributo fresco e creativo possono dare le scuole di formazione e una realtà accademica come “Sophia” per costruire leadership che indichino nuove strade.

Un interrogativo a cui il Pontefice ha risposto indicando l’esperienza di camminare insieme, con stile sinodale, che si vive a Loppiano:
Da qui possono attingere nuovo impulso, arricchendosi con la fantasia dell’amore e aprendosi alle sollecitazioni dello Spirito e della storia, i percorsi di formazione che sono fioriti a Loppiano dal carisma dell’unità: la formazione spirituale alle diverse vocazioni; la formazione al lavoro, all’agire economico e politico; la formazione al dialogo, nelle sue diverse espressioni ecumeniche e interreligiose e con persone di diverse convinzioni; la formazione ecclesiale e culturale. E questo a servizio di tutti, con lo sguardo che abbraccia tutta l’umanità, cominciando da chi in qualunque modo è relegato nelle periferie dell’esistenza. Loppiano città aperta, Loppiano città in uscita. A Loppiano non ci sono delle periferie.

Il Papa ha quindi indicato un’altra parola chiave “prossimità”.
Non si può essere cristiano senza essere prossimo, senza avere una atteggiamento di prossimità, perché la prossimità è quello che ha fatto Dio quando ha inviato il Figlio.

La sfida della fedeltà creativa
Infine la terza domanda è tornata sul tema dell’attualizzazione della “missione” in questa nuova tappa dell’evangelizzazione e per rispondere alle sfide del nostro tempo.
Per fare questo Francesco ha esortato ad alzare lo sguardo verso, per guardare con “fedeltà fiduciosa” e con “creatività generosa” al futuro che comincia già oggi.
La storia di Loppiano non è che agl’inizi. È un piccolo seme gettato nei solchi della storia e già germogliato rigoglioso, ma che deve mettere radici robuste e portare frutti sostanziosi, a servizio della missione di annuncio e incarnazione del Vangelo di Gesù che la Chiesa oggi è chiamata a vivere. E questo chiede umiltà, apertura, sinergia, capacità di rischio.

La sfida è dunque quella che il Papa chiama fedeltà creativa:
essere fedeli all’ispirazione originaria e insieme essere aperti al soffio dello Spirito Santo e intraprendere con coraggio le vie nuove che Lui suggerisce.
Prima di concludere Papa Francesco ha invitato anche a guardare alla Madonna, poiché il Santuario a Lei dedicato a Loppiano è un invito a metterci alla scuola di Maria per imparare a conoscere Gesù:
C’è un’ispirazione grande e un bell’esercizio che possiamo fare, io vi sfido a farlo, è prendere i passi della vita di Gesù più conflittuali e vedere, come a Cana per esempio, come Maria reagisce: Maria prende la parola e va avanti. Perché lei è la donna della fedeltà, la donna della creatività, la donna del coraggio, della parresia, la donna della pazienza, la donna del sopportare le cose. Guardate sempre questo, questa laica, prima discepola di Gesù, come ha reagito in tutti i passi conflittuali della vita del suo figlio. Vi aiuterà tanto.

Fonte: Vatican News

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