Papa Francesco è giunto nelle Filippine. Padre D’Ambra: “Grandi speranze”

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Papa Francesco è giunto poco prima delle 10.45 a Manila, nelle Filippine, seconda tappa del suo nuovo viaggio in Asia. Alla Villamor Air Base della capitale filippina la cerimonia di benvenuto. Tra gli eventi più attesi, gli incontri a Tacloban, quasi interamente devastata dal tifone Yolanda nel novembre 2013. Sul significato di questa visita apostolica Alessandro De Carolis ha sentito padre Sebastiano D’Ambra, missionario del Pime, che opera nel sud del Paese, dove è forte la presenza musulmana, e che parla di “grandi attese”:
R. – Senz’altro è una cosa molto positiva. Da tutte le parti si recano a Taclobane. Sicuramente dà speranza alla gente. Io mi trovo qui a Mindanao e a Zamboanga. Anche i musulmani, guardano con simpatia a questo incontro, anche perché Papa Francesco piace per la sua semplicità, la vicinanza ai poveri … tutte quelle che sono le caratteristiche di Papa Francesco.
D. – Altro punto focale saranno gli incontri che Papa Francesco avrà con i giovani e con le famiglie. Quali sono stati gli echi del recente Sinodo nella Chiesa filippina?
R. – A livello di Chiesa, specialmente il cardinale Tagle che è stato molto attivo anche al Sinodo e la Conferenza episcopale, stanno facendo diversi incontri a tutti i livelli. Credo che ci troviamo ancora nella fase iniziale. Logicamente è uno di quei temi che ha diversi aspetti. Nei giornali c’è la tendenza – anche qui – a prendere ciò che è più sensazionale e mettere da parte lo spirito vero di questo Sinodo. Quindi credo che bisogna lavorare molto per focalizzare l’attenzione del pubblico su quale sia veramente lo spirito di questo Sinodo. Credo che su quell’aspetto bisogna lavorare ancora di più e credo che la visita del Papa contribuirà molto in questa fase.
D. – Lei ha ricordato del suo lavoro, della sua esperienza contatto con i musulmani nella zona Sud delle Filippine. Qual è ora la situazione dei rapporti?
R. – Spero che il Papa anche nei discorsi, nei suoi incontri, parlerà di questo dialogo per la pace nel mondo filippino, specialmente a Mindanao. Che Papa Francesco possa dire a quei gruppi che sono divisi – perché ci sono delle divisioni – di mettersi d’accordo per il bene comune e per il futuro. Le divisioni sono anche culturali e rendono questo discorso della pace un po’ difficile. Quindi se il Papa può dire una parola, questo potrebbe essere un aiuto, come una parola per la difesa dell’ambiente perché qui a Mindanao lavoriamo molto per questo scopo. Purtroppo abbiamo il problema delle miniere che stanno distruggendo l’ambiente. Logicamente credo che il Papa avrà diverse richieste, poi nella sua saggezza dirà quello che è possibile dire.

Fonte: Radio Vaticana

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