Papa Francesco ai vescovi del Cile: prese decisioni realiste e concrete su scandalo abusi

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E’ datata 5 agosto ed è scritta interamente a mano da Papa Francesco la breve Lettera, pubblicata sul sito della Conferenza episcopale cilena e indirizzata al presidente dei vescovi, mons. Santiago Silva Retamales. Nella missiva, Papa Francesco esprime la propria valutazione sul documento “Dichiarazioni, decisioni e impegni dei vescovi della Conferenza Episcopale del Cile” elaborato dai presuli al termine dell’Assemblea plenaria straordinaria, convocata per discutere del tema della pedofilia nel clero e conclusasi lo scorso 3 agosto scorso nella città costiera di Punta de Tralca.Decisioni concrete
Ricevuto e letto il documento “con attenzione”, Francesco si dice “colpito dal lavoro di riflessione e discernimento” compiuto e dalle “decisioni prese” per la la lotta agli abusi. Il Pontefice definisce tale decisioni “realistiche e concrete”, dicendosi “sicuro che aiuteranno in modo decisivo in tutto questo processo”.

Comunità episcopale unita
“Ma ciò che mi ha colpito di più”, prosegue il Papa nella Lettera, “è l’esempio di una comunità episcopale unita nella guida del santo popolo fedele di Dio. Grazie per questo esempio edificante… perché ‘costruisce’ la Chiesa”.
Il presidente della Conferenza episcopale cilena mons. Santiago Silva sempre sul sito ufficiale della Chiesa cilena afferma di aver trovato “conforto” nelle parole del Pontefice. “La sua lettera – scrive- ci conforta oggi e ci rianima a continuare in questo cammino di correzione, di risanamento e riparazione, di re-incontro con la nostra missione di Chiesa popolo di Dio, con il nostro sguardo fisso nel Signore”.
Il cammino è indicato nel documento cui il Papa fa riferimento e in cui, in sintesi, i 32 vescovi del Cile chiedono solennemente perdono a tutte le vittime di abusi. I presuli riconoscono poi “di aver fallito nei loro doveri” e annunciano – dopo le varie dimissioni presentate al Papa al termine dell’incontro di metà maggio in Vaticano – di aver varato anche nuove disposizioni per laici e religiosi affinché non si ripetano nuovi casi.

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