Papa: ascoltare la voce di Dio per uscire dai labirinti di percorsi sbagliati

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Francesco al Regina Coeli ricorda tutte le mamme, custodi del valore della famiglia. Prega ancora per i sacerdoti e i consacrati e ai fedeli dice: ascoltare la voce di Dio aiuta ad uscire dai percorsi sbagliati e comportamenti egoistici
Cecilia Seppia – Città del Vaticano
Tra i pellegrini arrivati dal Texas e quelli di Valencia, oltre agli immancabili romani, ai tanti gruppi parrocchiali e ai nuovi sacerdoti, il sorriso di Francesco al Regina Coeli si allarga a tutte le mamme in occasione della Festa a loro dedicata, mentre Piazza San Pietro lo accompagna con un fragoroso applauso.
In tanti Paesi, oggi si celebra la “Festa della mamma”. Vorrei inviare un caro saluto a tutte le mamme, ringraziandole – un applauso alle mamme, a tutte! – per la loro preziosa opera nella crescita dei figli e nella tutela del valore della famiglia. Anche, ricordiamo le mamme che ci guardano dal cielo e continuano a vegliare su di noi con la preghiera. Il nostro pensiero va anche alla nostra Mamma celeste, che celebreremo domani 13 maggio, con il nome di Nostra Signora di Fatima. A Lei ci affidiamo per proseguire con gioia e generosità il nostro cammino.
Il coraggio di rischiare per Gesù
Dalla finestra del Palazzo Apostolico, il Papa si sofferma sull’odierna Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, incentrata sul tema “Il coraggio di rischiare per la promessa di Dio”. “Seguire Gesù sempre è un rischio ma ci vuole coraggio”, esorta il Pontefice che ha invitato accanto a lui 2 dei 19 sacerdoti, appena ordinati nella Basilica di San Pietro, per impartire la benedizione.
Mentre saluto con affetto questi neo-presbiteri insieme con i loro familiari e amici, vi invito a ricordare quanti il Signore continua a chiamare per nome, come fece un giorno con gli Apostoli sulla riva del lago di Galilea, perché diventino “pescatori di uomini”.

Abbandonare egoismo e percorsi sbagliati
La riflessione del Regina Coeli muove ancora dal Vangelo odierno che presenta Gesù come il vero, unico e buon Pastore del Popolo di Dio e insiste sul fatto che il rapporto tra Cristo e il suo gregge è un rapporto di reciproca conoscenza. La sua opera, precisa il Papa, si esplica in alcune azioni: Egli parla, conosce i desideri del cuore, le speranze come i fallimenti e le delusioni, dà la vita eterna, custodisce, ci accoglie e ci ama come siamo con i nostri pregi e i nostri difetti. Ma descritte nel Vangelo, prosegue il Pontefice, ci sono anche azioni, come ascoltare Dio e seguirlo, che riguardano il gregge e mostrano in che modo dobbiamo corrispondere agli atteggiamenti teneri e premurosi del Signore.
Ascoltare e riconoscere la sua voce, infatti, implica intimità con Lui, che si consolida nella preghiera, nell’incontro cuore a cuore con il divino Maestro e Pastore delle nostre anime. Questa intimità rafforza in noi il desiderio di seguirlo, uscendo dal labirinto dei percorsi sbagliati, abbandonando i comportamenti egoistici, per incamminarci sulle strade nuove della fraternità e del dono di noi stessi, ad imitazione di Lui.

Collaboratori di Cristo nell’annuncio del Vangelo
Dall’intimità con Dio, conclude il Papa, scaturisce la gioia di seguirlo, lasciandoci condurre nella pienezza della vita eterna. A Maria infine Francesco affida tutti i sacerdoti e i religiosi:
Lei, che ha risposto prontamente alla chiamata di Dio, aiuti in particolare quanti sono chiamati al sacerdozio e alla vita consacrata ad accogliere con gioia e disponibilità l’invito di Cristo ad essere suoi più diretti collaboratori nell’annuncio del Vangelo e nel servizio del Regno di Dio in questo nostro tempo.
Fonte: Vatican News

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