Il Papa all’Angelus: Maria tra suo Figlio e gli uomini nella realtà delle loro privazioni

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La Vergine ci fa capire come va accolto l’evento del Natale: non superficialmente ma nel cuore. Ci indica il vero modo di ricevere il dono di Dio: conservarlo nel cuore e meditarlo. È un invito rivolto a ciascuno di noi a pregare contemplando e gustando questo dono che è Gesù stesso.

Sono le parole di Papa Francesco in questo lunedì 2018, primo Angelus del nuovo anno e solennità liturgica di Maria Santissima Madre di Dio. “È mediante Maria che il Figlio di Dio assume la corporeità – ha sottolineato il Santo Padre – ma la maternità di Maria non si riduce a questo”.

La prima discepola di Gesù

“Grazie alla sua fede, Lei è anche la prima discepola di Gesù – ha spiegato Francesco – e questo ‘dilata’ la sua maternità. Sarà la fede di Maria a provocare a Cana il primo “segno” miracoloso, che contribuisce a suscitare la fede dei discepoli. Con la stessa fede – ha aggiunto ancora – Maria è presente ai piedi della croce e riceve come figlio l’apostolo Giovanni; e infine, dopo la Risurrezione, diventa madre orante della Chiesa su cui scende con potenza lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste.

La funzione speciale di Maria

Invitando tutti a fissare lo sguardo su di lei “per riprendere, sotto la sua materna protezione, il cammino lungo i sentieri del tempo”, il Papa ha evidenziato la funzione speciale della Madre di Dio: “si pone tra suo Figlio Gesù e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze. Intercede, consapevole che in quanto madre può, anzi, deve far presente al Figlio i bisogni degli uomini, specialmente i più deboli e disagiati. E proprio a queste persone è dedicato il tema della Giornata Mondiale della Pace che oggi celebriamo: ‘Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace’.” “Desidero, ancora una volta, farmi voce di questi nostri fratelli e sorelle che invocano per il loro futuro un orizzonte di pace”, ha ribadito Francesco. “Per questa pace – ha aggiunto – che è diritto di tutti, molti di loro sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, ad affrontare fatiche e sofferenze”.

Assicurare a tutti la pace

Nella speranza “di operare in questo nuovo anno con generosità per realizzare un mondo più solidale e accogliente”, il Papa ha esortato a non spegnere la speranza e le aspettative di pace nel cuore di questi nostri fratelli. “È importante che da parte di tutti – ha specificato – istituzioni civili, realtà educative, assistenziali ed ecclesiali, ci sia l’impegno per assicurare ai rifugiati, ai migranti, a tutti un avvenire di pace”. Affidando questo nuovo anno alla protezione della Madre di Dio, Francesco così ha concluso: “Ci conceda il Signore di operare in questo nuovo anno con generosità per realizzare un mondo più solidale e accogliente”.

Nel dopo Angelus, il grazie al Presidente della Repubblica Italiana

Desidero ringraziare il Presidente della Repubblica Italiana per gli auguri che mi ha rivolto ieri sera nel suo Messaggio di fine anno e che ricambio di cuore, auspicando per il popolo italiano un anno di serenità e di pace, illuminato dalla costante benedizione di Dio.

Così Papa Francesco dopo le parole dell’Angelus. Il pensiero del Santo Padre e il suo apprezzamento “per le molteplici iniziative di preghiera e di azione per la pace, organizzate in ogni parte del mondo in occasione dell’odierna Giornata Mondiale della Pace. Penso – ha aggiunto – in particolare, alla Marcia nazionale che si è svolta” “sotto il Monte, promossa da CEI, Caritas Italiana, Pax Christi e Azione Cattolica. E saluto i partecipanti alla manifestazione “Pace in tutte le terre”, promossa a Roma e in molti Paesi dalla Comunità di Sant’Egidio”.

Fonte Vatican News

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