PAKISTAN – I cristiani apprezzano il discorso del Primo Ministro ma mancano nel governo i ministri dalle minoranze religiose

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Hyderabad – “Vi sono molte sfide e questioni importantiche toccano la vita delle minoranze religiose in Pakistan. Sono contento che Imran Khan parli della parità di diritti per le minoranze che vivono in Pakistan. Speriamo e preghiamo che, negli anni del suo governo, le minoranze religiosa possano godere di rispetto, giustizia e uguaglianza”: lo dichiara all’Agenzia Fides il Vescovo Samson Shukardin OFM, alal guida della diocesi di Hyderabad, all’indomani del primo discorso del nuovo Primo Ministro alla nazione. “Imran Khan – prosegue – dà un esempio pratico di vivere una vita semplice e di ridurre le spese inutili. L’intenzione è buona. Spero che i membri del suo partito politico lo seguano per il bene della gente e della nazione”.
Il Vescovo Samson apprezza il governo dei neoeletti 15 ministri e 5 consiglieri, ma dice: “Notiamo con un certo disapputo che nessuno dei ministri e dei consiglieri provenga da minoranze religiose”. Opinione, questa, condivisa da molti cristiani e indù, rimasti delusi. Simon Gill, attivista cristiano per i diritti umani, parlando a Fides, nota: “E’ stato scioccante vedere che il non c’è un solo membro delle minoranze religiose nel governo”. Nè è stato riesumato un Ministero per le minoranze religiose, un tempo in vigore.
Imran Khan, ex giocatore di cricket diventato politico, ha giurato come 22° Primo Ministro della Repubblica Islamica del Pakistan il 18 agosto 2018. Nel suo discorso inaugurale alla nazione come Primo Ministro ha parlato per circa 1 ora e 9 minuti. Durante il discorso ha parlato delle sfide che il paese affronta, evidenziando la povertà, l’ingiustizia, la corruzione, i debiti del paese e i problemi nel campo della salute. E ha detto: “Il mio piano è quello di rendere il Pakistan uno stato islamico prospero, dove nessuno lotta per la sopravvivenza; dove nessuno muore a causa della mancanza di nutrizione e di indisponibilità di strutture mediche adeguate”.
Imran Khan ha annunciato il lancio di una tessera sanitaria, la “Sehat Insaf Card, che garantirà a ogni cittadino del Pakistan cure mediche gratuite fino a 500.000 rupie pakistane (circa 3.700 euro). E ha rilevato con preoccupazione: “La nazione non riesce a nutrire il 45% dei bambini e 2,5 milioni di bambini sono fuori dalla scuola; siamo uno dei primi cinque paesi per il tasso di mortalità delle donne”. Ha inoltre affermato: “Dobbiamo pensare al nostro modo di vivere: se sono il Primo Ministro di un paese in cui le persone vivono al di sotto della soglia di povertà, come posso godermi una vita nel lusso? E’ il momento di adottare la semplicità e di ridurre le spese inutili”.
Parlando della sua carriera politica, ha dichiarato: “Non ho mai pensato alla politica come a una carriera e a una professione. Ventidue anni fa entrai in politica con la missione di rendere il mio paese uno stato sociale islamico, come immaginato da Allama Muhammad Iqbal”.
Commentando le sue parole, p. Mario Rodrigues, sacerdote cattolico di Karachi, afferma: “Nella scelta di rinunzia al lusso personale, vedo una certa consonanza tra Imran Khan e Papa Francesco. Speriamo che rispetti le promesse fatte per migliorare la vita dei poveri e degli emarginati, e fare del nuovo Pakistan una nazione in cui tutti godano di uguaglianza e giustizia”. “In primis – continua p. Rodrigues – ero pessimista perché sembrava non favorevole alle minoranze religiose, ma il suo discorso mi ha fatto sperare che lavorerà per portare uguali diritti a tutti i cittadini del Pakistan”.
P. Bonnie Mendes, uno dei sacerdoti anziani di Faisalabad, parlando a Fides dichiara: “Il discorso alla nazione di Imran Khan sembra buono in alcune parti. La sua decisione di condurre una vita semplice e di vivere in una piccola casa è ammirevole”. P. Mendes aggiunge: “L’intenzione di costruire case per i poveri è buona. Ma svilupperà un sistema in cui i poveri siano direttamente coinvolti nel loro stesso sviluppo e nel miglioramento delle loro condizioni di vita? Questo è da vedere”. Il sacerdote nota che l’inizio del governo di Imran Khan appare positivo: “Come cristiano noto con favore che la riforma della polizia stia procedendo. Credo che in quel contesto possiamo fare passi avanti. Se il governo è veramente sincero, potrà fare molto per la nazione”.

Agenzia Fides

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