PAKISTAN – I cristiani appoggiano la campagna del governo per la contribuzione fiscale: “Sia in favore dei più poveri”

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Karachi – “Apprezziamo gli sforzi del Primo Ministro Imran Khan per aver motivato e incoraggiato i cittadini a pagare regolarmente le tasse. Questa onestà genererà entrate che il governo auspichiamo potrà utilizzare per le persone meno abbienti”: lo dice all’Agenzia Fides p. Richard D’Souza, anziano sacerdote dell’Arcidiocesi di Karachi, commentando i recenti appelli del Primo Ministro Imran Khan, che sta esortando gli uomini d’affari, gli industriali e tutti i cittadini, a non evadere le tasse. “Naturalmente l’esecutivo dovrebbe garantire che il denaro sarà utilizzato a beneficio dei poveri e dei bisognosi nel paese” aggiunge, ricordando la piaga della corruzione: “Se vi sono impiegati corrotti nell’ufficio del Consiglio federale delle entrate, vanno presi provvedimenti severi contro di loro”. Il sacerdote nota: “Il pagamento delle tasse aiuterà sicuramente il nostro amato paese a prosperare. Ogni uomo d’affari o industriale deve essere onesto nel pagare le tasse. Ma allo stesso tempo è necessaria l’onestà dell’ufficio del governo”.
Il Primo Ministro Imran Khan in questi giorni sta incontrando uomini d’affari, i commercianti e gli industriali in varie città del Pakistan per ascoltare le loro preoccupazioni sul tema del sistema fiscale, esortandoli a “contribuire alla prosperità del paese”.
In un incontro tenutosi alla Camera di commercio di Gujranwala il 17 luglio, Imran Khan, rivolgendosi ai partecipanti ha dichiarato: “Dobbiamo cambiare la mentalità perché il paese non può più funzionare secondo i vecchi schemi. È molto importante ampliare la rete fiscale. In passato le persone hanno avuto esperienze amare al Consiglio federale delle entrate. Ora l’Ufficio è stato riformato e speriamo tutto proceda nel bene”. Il Primo Ministro ha continuato: “Non abbiamo abbastanza risorse finanziarie per garantire scuole, università e ospedali”, tutti servizi che lo stato può garantire grazie a un equo sistema fiscale. “Nei paesi avanzati – ha detto il Primo Ministro in un altro intervento in tv – il denaro raccolto attraverso le tasse viene speso per il benessere delle persone e questo è il motivo per cui il governo confida nel popolo del Pakistan, perché contribuisca regolarmente”.
Rasheed Gill, cattolico e noto attivista per i diritti umani, dichiara a Fides: “Oltre il 50% della popolazione pakistana vive sotto la soglia della povertà. Il governo dovrebbe lavorare per ottenere il giusto contributo fiscale dalle industrie, dalle fabbriche e dalle imprese, adottando misure appropriate per far pagare una giusta tassazione, proporzionata secondo i livelli di reddito”. Gill conclude: “Attendiamo che l’esecutivo operi realmente per il benessere dei poveri. Molte persone lavorano con salari bassi, mentre le aziende che sottopagano i dipendenti dovrebbero essere sollecitate a pagare il salario minimo fissato dal governo”.
Fonte: Agenzia Fides

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