Notte di fuoco a Gaza e strage di bambini al parco giochi

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Gaza – Non si ferma la violenza tra Israele e Hamas. Appello alla tregua da parte di Onu, Stati Uniti ed Europa. Secondo i servizi di soccorso palestinesi, ammontano ad almeno 1.113 i morti dall’inizio dell’offensiva israeliana l’8 luglio scorso. 53 i militari con la stella di David caduti. La guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, parla di genocidio e incita il mondo islamico ad armare i palestinesi. Graziano Motta

Altro che nuove tregue, nessun segno di allentamento del conflitto, e la notte è stata una delle peggiori in alcuni quartieri di Gaza: la popolazione era stata avvertita di allontanarsene, poi il cielo illuminato a giorno dai traccianti e l’inizio, dalle 23 in poi, di incessanti incursioni aeree israeliane. Nuove vittime e distruzioni a Rafah e el-Bureij, colpita anche la casa del capo di Hamas Ismail Haniyeh nel campo profughi di Shati dove ieri pomeriggio sette bambini erano stati uccisi mentre giocavano; una nuova strage, dopo quella di pochi giorni fa sulla spiaggia, seguita però stavolta da uno scarico di responsabilità: a compierla, secondo Israele, sarebbe stato un razzo difettoso palestinese. Un altro razzo poi, per la traiettoria sbagliata, è finito in territorio egiziano uccidendo una bambina di nove anni e ferendone un’altra. Anche gli israeliani hanno avuto forti perdite: a Eshkon quattro civili sono stati uccisi e sei feriti da un obice di mortaio; inoltre cinque soldati sono morti nel conflitto con un commando palestinese di altrettanti miliziani, anch’essi uccisi, dopo che attraverso un tunnel erano riusciti a sbucare presso il kibbutz di Nahal Oz, poco distante da Gaza. Il bilancio delle vittime all’inizio del 21.mo giorno del conflitto è di 1.113 palestinesi e di 53 israeliani. Sembrano proprio vani gli sforzi diplomatici per giungere a quella tregua umanitaria immediata e incondizionata chiesta dal segretario generale dell’ONU; il presidente americano Obama ha avuto una consultazione telefonica con gli amici europei Merkel, Hollande, Cameron e Renzi, è preoccupato per le dure critiche di Israele al segretario di Stato Kerry per le sue posizioni giudicate troppo filo-Hamas. E il premier israeliano Netanyahu, sostenendo che “nessuna guerra è più giusta di questa”, afferma: “Non possiamo vivere sotto la minaccia dei tunnel e dei missili” (nelle ultime ore ne sono stati intercettati tre nel cielo di Tel Aviv) e preconizza tempi lunghi. Per Radio Vaticana, Graziano Motta

Fonte: Radio Vaticana

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