NIGERIA – Boko Haram avanza. Onaiyekan: “Fermare i terroristi”

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In Nigeria, i miliziani islamici di Boko Haram hanno conquistato altre due città del nord-est: Buni Yadi, nello stato di Yobe, e Gwoza, nello Stato di Borno. Oltre 11mila le persone costrette alla fuga. Superstiti hanno riferito di esecuzioni sommarie, saccheggi e posti di blocco installati dai combattenti integralisti. Secondo le Nazioni Unite dal maggio 2013 oltre 650.000 persone sono fuggite dalle violenze di Boko Haram. Marco Guerra ha raccolto il commento del card. John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja:

R. – Dopo le ultime vittorie di Boko Haram, il fatto che colpisce è che invece di arrestarsi sembra che queste milizie continuino a essere capaci di fare nuove conquiste. Hanno preso il controllo di un villaggio, che – diciamo – è in realtà anche una città. Ma ormai tanta gente è fuggita da quella città, non essendo sicura. Boko Haram, infatti, già aveva fatto diverse incursioni. Peggio ancora è poi che la pattuglia militare, che dovrebbe stare lì, è stata ritirata, e non si sa perché. Adesso stiamo aspettando una spiegazione, perché secondo me si tratta di una notizia abbastanza imbarazzante per il governo stesso.

D. – Sono stati rapiti altri cento ragazzi nel Nord, la settimana scorsa…

R. – Ma, veramente, non si sa più cosa pensare. Il fatto è che adesso a causa delle elezioni dell’anno prossimo tutto viene strumentalizzato dalla politica. Noi non riusciamo più a vedere in maniera chiara cosa sta succedendo veramente. La cosa che mi sembra certa è che molti giovani musulmani di quella zona sono simpatizzanti di Boko Haram e molti si mettono a loro disposizione: arruolandosi oppure lavorando per loro nei villaggi. Allora, non si capisce se si tratta di rapimenti o se si tratta di gente che per proprio volere passa dalla loro parte. Naturalmente ci sono giovani, specialmente cristiani, che non vogliono avere niente a che fare con Boko Haram. Sembra che Boko Haram sia riuscito a stabilire una forte spaccatura tra cristiani e musulmani, che per tanti anni hanno vissuto insieme come fratelli e sorelle, negli stessi villaggi. Questo è preoccupante.

D. – I Boko Haram vengono presi d’esempio dallo Stato Islamico…

R. – Naturalmente quando sentiamo parlare di ciò che succede in Iraq ci fa stupore e ci fa anche paura. Si vede ciò che significa uno Stato Islamico. Boko Haram, almeno finora grazie a Dio, non è così consistente per rappresentare un grande pericolo per lo Stato nigeriano. Il pericolo è che se aumenta questo modo di pensare fra la gente, si possa arrivare anche ad una situazione simile a quella del Nord Iraq. La mia amarezza è quella di non vedere, nel modo di agire del nostro governo, la percezione della serietà della situazione. Rimane il fatto che la situazione nigeriana non è come quella irachena. Il numero della popolazione cristiana è quasi la stessa di quella islamica in Nigeria. Il problema della Nigeria non è quello della persecuzione dei cristiani da parte dei musulmani: il problema principale è quello di fermare le attività dei terroristi, che uccidono tutti, cristiani e musulmani.

Fonte: Radio Vaticana

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