Nigeria: avanza Boko Haram, serve un dialogo interreligioso”

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Ancora violenza in Nigeria. Chibok, la città nel nord est del Paese dove erano state rapite in aprile 276 studentesse, è caduta nelle mani di Boko Haram, nonostante le promesse del governo di inviare nella zona dei rinforzi. Inoltre, sempre ieri, sei persone, tra cui tre poliziotti sono rimasti uccisi in un attentato suicida a Kano, attribuito sempre al gruppo islamico. Sembrano dunque naufragare le ipotesi di un accordo tra governo e Boko Haram, che si erano ventilate nei giorni scorsi. Corinna Spirito ,ne ha parlato con Enrico Casale, esperto di Africa per la rivista dei gesuiti Popoli:

R. – Non bisogna aspettarsi da Boko Haram un ritorno sui suoi passi. Io credo che loro invece premeranno ulteriormente l’acceleratore per creare anche in Nigeria un Califfato. Detto questo, credo che la reazione della comunità internazionale, a fianco anche di un maggiore coordinamento da parte delle potenze regionali, e penso al Camerun, al Niger, in parte al Burkina Faso, sebbene ultimamente sia agitato da instabilità interna. Quindi, una cooperazione tra le potenze regionali e le organizzazioni delle Nazioni Unite che possa portare a un contenimento così come è avvenuto in Mali dei movimenti fondamentalisti islamici.
D. – Per la Nigeria i vescovi hanno sollevato una campagna nazionale di sei mesi e una veglia di preghiera. Queste iniziative possono avere un peso politico?
R. – Io credo che le iniziative della Chiesa cattolica siano lodevoli, ma che un maggiore impatto sulla situazione nigeriana possa esserci solo se ci sarà un’apertura, come in molte regioni della Nigeria già avviene, di dialogo ecumenico e interreligioso con le fazioni più dialoganti dell’islam e con le altre componenti cristiane presenti sul territorio nigeriano, dialogo che possa portare a un superamento di questa crisi legata a Boko Haram.

Fonte: Radio Vaticana

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