Migliaia i palestinesi in fuga dal nord della Striscia di Gaza

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Cresce la tensione e la paura in Medioriente: nella notte il primo blitz di terra dell’esercito israeliano a Gaza, mentre Tel Aviv ha avvertito i civili di abbandonare le case in vista di ulteriori attacchi e chi scappa lascia la zona a nord della Striscia di Gaza verso il sud. Sul fronte diplomatico si moltiplicano gli appelli dei Paesi per il cessate il fuoco. Della crisi nella Striscia si parla anche a Vienna, dove è in corso un summit sul nucleare fra i Paesi del 5+1, l’Iran e gli Stati Uniti. Nel corso di un colloquio telefonico con il premier israeliano Benyamin Netanyahu il segretario di Stato americano John Kerry ha assicurato l’impegno degli Usa per aiutare a raggiungere una tregua a Gaza. Sulla cronaca delle ultime ore sentiamo Graziano Motta:

Parecchie migliaia di palestinesi residenti nel nord della Striscia di Gaza, intere famiglie, in particolare delle cittadine di Beit Lahia e Beit Hanoun, seguendo gli avvertimenti dell’esercito israeliano dati con il lancio di volantini, hanno questa mattina abbandonato le loro abitazioni per cercare rifugio al centro e al sud da parenti o in strutture di assistenza dell’UNRWA, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati, come ha confermato il suo portavoce Chris Gunnes. Nell’area confinante con Israele sono infatti concentrate le basi di missili, anche di lunga gittata, che i miliziani di Hamas lanciano in continuazione sul territorio dello stato ebraico, ottocento – si calcola – dall’inizio del conflitto, sei giorni fa. La scorsa notte, una di queste basi, presso la costa, è stata neutralizzata in poche ore da un commando israeliano sbarcato e poi ritiratosi con il sostegno di unità navali e di elicotteri, quattro incursori sono rimasti feriti. Per Hamas, che ha esortato a ignorare i volantini, l’allarme è tipico della guerra psicologica; per molti palestinesi lascia presagire invece una grande operazione terrestre. Che sarà avviata, ha detto il portavoce militare israeliano, generale Moti Almoz, appena ricevuto l’ordine del governo.

Se i raid israeliani nella striscia di Gaza sono stati 54 nelle ultime ore, causando 50 morti e portando a 165 il bilancio complessivo delle vittime e a più di mille quello dei feriti – il 78 per cento, per fonti palestinesi, sono civili – la popolazione israeliana ha continuato a vivere sotto la persistente minaccia dei lanci di missili palestinesi, in gran parte intercettati però dal sistema di difesa Iron Dome. Le sirene di allarme hanno suonato in continuazione nelle regioni del sud e del centro, in particolare nelle città di Beersheva, Ashkelon,Ashdod e presso l’aeroporto di Tel Aviv. Morti per infarto una donna ad Haifa e un turista statunitense a Gerusalemme.

Fonte: Radio Vaticana

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