Medici con l’Africa Cuamm taglia un piccolo traguardo simbolico, mettendo a disposizione dell’Africa il suo operatore numero 2.000

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«Dopo aver lavorato in Grecia, Asia e Medio Oriente sentivo il desiderio di tornare in Africa dove ho lavorato per circa 20 anni. Sono davvero felice di essere di nuovo qui!». Queste le parole di Laura De Paoli, 61 anni, medico partito con il Cuamm per la Repubblica Centrafricana, dove attualmente è impegnata con un progetto di Sanità Pubblica. Con questa partenza Medici con l’Africa Cuamm taglia un piccolo traguardo simbolico, mettendo a disposizione dell’Africa il suo operatore numero 2.000. Duemila persone partite da ogni regione in Italia e inviate in 43 paesi stranieri, 30 paesi dell’Africa, a prestare servizio in oltre 230 ospedali, dall’Angola allo Zambia. Una lista generosa, cresciuta nel corso degli anni, di persone che sono CON l’Africa.

Il primo a partire, nel 1954, si chiamava Angelo Tasso, medico di Tribano selezionato di persona dal prof. Francesco Canova, fondatore del Cuamm, un collegio universitario un po’ speciale con la missione di formare studenti di medicina, italiani e stranieri, da inviare nei luoghi in cui mancavano figure sanitarie che potessero garantire cure e servizi per la popolazione. In una lettera Angelo scriveva: «Sono arrivato qui proprio nella stagione del gran caldo ed il termometro segna quasi ogni giorno oltre 40°. Alla notte si dorme all’aperto e fa così bene quell’alito di aria fresca ed è tanto desiderato che si ha l’impressione che i veli della zanzariera l’abbiano a togliere. Sono stracarico di lavoro. Ho messo fuori l’orario di ambulatorio, ma c’è sempre una lunga coda di gente che ha fatto decine di chilometri per venire a farsi visitare, e come mandarli alle loro case senza averli curati?! Per cui tiro avanti fino a mezzogiorno. Il pomeriggio poi lavoro in ospedale: al CUAMM il mio grazie, perché è stato per merito suo se oggi in queste terre lontane porto il balsamo della fede e della scienza ai dolori della vita».

L’anno successivo, 1955, fu la volta di Anacleto Dal Lago e Giovanni Baruffa che partirono per il Kenya e la Somalia.

Le loro traiettorie biografiche li portarono a diventare docenti universitari, l’uno a Nairobi e poi a Padova, l’altro in Brasile, e a dare contributi decisivi nella vita del Cuamm. Dal Lago in particolare, rientrato dopo 15 anni in Africa, divenne accanto a don Luigi, il traghettatore del Cuamm per più di trent’anni.

Grandi uomini ma anche grandi donne: presenti sin dal primo momento nella lista delle partenze, accompagnano i mariti medici, ma non solo: la dottoressa Maria Gabriella Calzia, 30 anni, di Genova, parte già nel dicembre 1955, da sola. Un fatto quasi trasgressivo a quel tempo. Non è e non sarà l’unica. Oggi delle 2.000 persone inviate, oltre la metà sono donne.

Ma chi è oggi l’operatore o, più frequentemente, l’operatrice di Medici con l’Africa Cuamm?
Proviamo a tracciarne un ritratto d’insieme sommando le caratteristiche delle 2.000 persone inviate. Si tratta prima di tutto di una persona piuttosto disponibile, tanto da offrire all’incirca 3 anni della propria vita professionale al servizio delle popolazioni africane. Parliamo di una media, come è ovvio, che parte dalla generosità di offrire alcuni giorni delle proprie ferie per svolgere una consulenza in chirurgia, in ortopedia, in laboratorio o nella formazione di personale locale e che arriva sino ai 30 anni di servizio filati del dottor Santino Invernizzi, tutta una vita professionale dedicata al servizio delle popolazioni più povere dell’Africa. Oppure alla storia eccezionale di Teresa Saglio, infermiera, diventata la “mama Teresa” dei bambini di Tosamaganga: anche per lei una vita intera al servizio dei più bisognosi in Uganda, Kenya e Tanzania.

L’operatore del Cuamm non è solo medico, ci sono tante professionalità che entrano in gioco nel panorama della cooperazione internazionale. A figure professionali come l’infermiere o l’ostetrica, presenti accanto ai medici sin dai primi invii, si sono aggiunte strada facendo tante altre professionalità come il farmacista, il biotecnologo, il tecnico di laboratorio, l’esperto di salute comunitaria e anche professionalità esterne al mondo della medicina come il logista, l’amministrativo, l’esperto di costruzioni.

Dal numero 1 della lista al numero 2.000 di oggi, sono cambiate tante cose e anche il Cuamm si è adeguato divenendo dal 2002 Medici con l’Africa Cuamm, per meglio descrivere cos’è, cosa fa e con quale stile: non per ma CON l’Africa, grazie alle persone che oggi come allora raccolgono il testimone da chi le ha precedute e accettano di partire.

cuam

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