LIBANO – Vescovi maroniti deplorano il riconoscimento USA della sovranità israeliana sul Golan

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Bkerké – I Vescovi della Chiesa maronita hanno deplorato in termini netti la decisione del Presidente USA Donald Trump di riconoscere la sovranità israeliana sul Golan occupato. La presa di posizione è stata espressa dai Vescovi maroniti nel comunicato diffuso al termine della loro assemblea mensile, svoltasi mercoledì 3 aprile presso la sede patriarcale di Bkerké, sotto la presidenza del Patriarca Béchara Boutros Raï. “Questa decisione” si legge nel comunicato, “rappresenta una violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”, e contraddice nello specifico il diritto di qualsiasi popolo – compreso quello libanese – di recuperare il proprio territorio sottratto e occupato illegalmente da altre entità politiche e militari. Israele conquistò gran parte del Golan siriano (1.200 km2) durante la Guerra dei Sei Giorni, nel 1967, prima di proclamarne l’annessione nel 1981.
Durante la loro riunione mensile, i Vescovi maroniti hanno anche sottolineato l’urgenza di trovare un consenso politico regionale e internazionale per garantire ai rifugiati siriani ospitati in Libano la possibilità di rimpatriare in piena sicurezza, senza vincolare tale ritorno a una previa soluzione politica dei conflitti che ancora travagliano la Siria.
Il Libano ospita più di un milione di rifugiati siriani. Molti leader libanesi chiedono di organizzare il ritorno di questi rifugiati in Siria, sostenendo che ormai il Paese è tornato quasi interamente sotto il controllo delle forze che fanno capo al governo di Assad.
Nel testo diffuso dopo la loro assemblea, i Vescovi lanciano anche l’allarme sulla decisione di aprire alcune aree del Paese alla coltivazione dell’hashish per fini terapeutici: una scelta politica presa a giudizio dei Vescovi in maniera precipitosa, che in nome della ricerca di facili guadagni rischia di far aumentare fenomeni di tossicodipendenza tra i giovani libanesi.
Fonte: Agenzia Fides

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