Leggere a voce alta sviluppa le capacità cognitive del nascituro

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Leggere ad alta voce durante la gestazione potenzia le capacità cognitive del bambino. La lettura a voce alta produce un suono rilassante che concilia il riposo del nascituro e aiuta lo sviluppo del linguaggio. La dott.ssa Sara De Carolis, ginecologa del Policlinico “Gemelli”, ne parla nell’intervista di Elisa Sartarelli:

R. – Il bambino ha già gli organi di senso, in questo caso l’udito completo, a partire dalla 26.ma settimana. Tenendo presente che una gravidanza dura 40 settimane, si tratta della seconda parte della gravidanza e il nascituro avverte non solo i suoni della madre ma registra, grazie alla completezza di tutto il sistema nervoso centrale, anche emozioni e suoni che passano anche mediante variazioni ormonali che giungono a lui attraverso la placenta.

D. – Quali sono i benefici durante la gestazione?

R. – Una gestazione, una gravidanza, in cui la comunicazione tra la mamma e il bimbo, oppure tra il padre e il bimbo, passi anche attraverso i suoni potrà portare questo bambino ad avere una sensibilità, un imprinting, un addestramento, una stimolazione, che lo aiuteranno a essere sicuramente più pronto sia dal punto di vista affettivo che dal punto di vista biologico, e quindi nell’ascoltare e nel capire il significato delle parole. I bambini poi sono più portati allo studio, alla conoscenza, a nuovi stimoli, se durante la gravidanza hanno avuto una serie di input. Ci sono stati studi molto interessanti che hanno messo in evidenza come i bimbi nati da mamme che parlano lingue diverse piangano con suoni che aderiscono un po’ ai suoni della lingua appresa durante la vita intrauterina. Si parla infatti di un bambino prenatale, di un bambino gestazionale, di un bimbo che già inizia il suo apprendistato durante la vita intrauterina.

D. – Leggere in una lingua diversa da quella della madre già in gravidanza potrebbe aiutare il bambino in un futuro apprendimento delle lingue straniere?

R. – Questa sicuramente potrebbe essere una finestra degli studi futuri. Il bimbo riconosce i suoni della madre, riconosce soprattutto parole con vocali. Quindi, la vocale sicuramente è il suono che passa più facilmente e registra. E sicuramente registrare anche sonorità con lingue diverse potrebbe aprire già l’apprendimento con cui poi il bambino potrebbe accingersi a parlare lingue, idiomi, che non sono soltanto quelli della terra in cui è nato.

D. – Quali sono le letture più adatte?

R. – Ci sono letture che vengono oggi consigliate e consideriamo il tono, il ritmo e la reazione emotiva. Una lettura anche per noi adulti fatta a voce alta, può trasmettere più di una lettura silenziosa, perché il suono agisce mediante vie di comunicazione a livello del sistema nervoso centrale che fa passare anche le emozioni, quindi induce il rilassamento, la tranquillità. Come letture vengono consigliate fiabe e filastrocche. Ci sono studi che hanno visto che il bambino riconosce le stesse letture che ha sentito durante la gestazione nel periodo postnatale – si è visto con degli studi che hanno registrato l’attività elettroencefalografica e il battito cardiaco. Quindi, il bimbo in utero ha già molto da imparare per quello che riguarda i suoni, che possono passare attraverso la voce della mamma. Addirittura, si è visto che il bambino riconosce il battito cardiaco della propria mamma da altri battiti cardiaci di altre donne, quindi ha una conoscenza raffinata dei suoni.

Fonte: Radio Vaticana

 

 

 

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