Iraq: “l’Is uccide oltre 150 donne per il no a nozze forzate”

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Un massacro efferato, l’ultimo compiuto dai miliziani di al Baghdadi che hanno ucciso oltre 150 donne, alcune in stato di gravidanza, colpevoli di aver rifiutato il matrimonio con i jihadisti del sedicente Stato islamico. La strage, denunciata dal ministero per i Diritti umani di Baghdad, e avvenuta a Falluja, nelle mani dell’Is ormai da quasi un anno, è soltanto l’ultimo di una serie di massacri perpetrati nella città, attorno alla quale vi sarebbero alcune fosse comuni. I jihadisti sembrano però perdere terreno nel nord-ovest iracheno, respinti dai peshmerga curdi che, supportati dai raid della coalizione internazionale, avrebbero riconquistato una porzione del territorio di Sinjar, città caduta nelle mani dell’Is la scorsa estate, e dove centinaia di famiglie della minoranza yazida sono intrappolate . Intanto a Erbil, nel Kurdistan i capi sia religiosi che politici della comunità sunnita sono riuniti, sostenuti da Gran Bretagna e Stati Uniti, nel tentativo di costituire una forza militare sunnita anti jihad. Serviranno però almeno tre anni per segnare la svolta nella lotta all’Is, è questo lo scenario temporale previsto ieri dal Pentagono, e nel frattempo la vita di milioni di bambini sarà distrutta. E’ la drammatica stima dell’Unicef che denuncia che la crisi in Siria entro la fine del 2015 oltre 8 milioni e mezzo di bimbi saranno vittime di violenze e sfollamento forzato. Occorrono 900 milioni di dollari, chiede l’organizzazione, il minimo per sostenere i minori colpiti dal conflitto.

Fonte: Radio Vaticana

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