Incontro Obama-Netanyahu sul processo di pace israelo-palestinese

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Il pericolo dell’espansione dello Stato islamico, i rapporti con l’Iran a causa del programma nucleare di Teheran e il futuro dei rapporti israelo-palestinesi. Se ne è parlato ieri a Washington nel colloquio tra il presidente americano, Obama, e il premier dello Stato ebraico, Netanyahu. Il servizio di Graziano Motta:

E’ durato quasi un’ora l’atteso colloquio, il tempo appena per focalizzare due temi di particolare reciproco interesse, la stasi nel dialogo israelo-palestinese e l’espansione dell’estremismo islamico combattente in Medio Oriente. Dietro l’apparente cordialità nelle strette di mano, un clima freddo avrebbe accompagnato l’ incontro, il primo dopo il conflitto dei mesi scorsi a Gaza, per le differenti priorità nella valutazione delle prospettive : così per il presidente Obama è tempo che Israele riveda il proprio “statu quo” sul futuro dei Territori palestinesi, rammaricandosi per lo sviluppo delle costruzioni a Gerusalemme est e negli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, mentre Netanyahu ha tenuto a evidenziare come Hamas, nonostante la recente intesa di governo a Gaza con al Fatah, il partito del presidente Abu Mazen, non abbia per nulla rinunciato a perseguire la distruzione dello Stato d’Israele. Obiettivo che, ha ricordato, coincide con quello dell’Iran; e per questo ha insistito nel rappresentare il pericolo della sua potenza nucleare. Evocata pure la decisione palestinese di preferire a negoziati tra le parti l’intervento delle Nazioni Unite, con la recente richiesta all’Assemblea generale di precise scadenze per la fine dell’occupazione israeliana in Cisgiordania e la nascita dello Stato indipendente.

Fonte: Radio Vaticana

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