In Video il convegno «Il corpo e le sue trasformazioni», alla Pontificia Università Gregoriana

0

Dai trattamenti estetici e di fitness ai modelli dell’immaginario sociale proposti dai mass media fino ai dispositivi della “biopolitica”: sono solo alcune delle sfere toccate dai processi di manipolazione e di intervento sulla corporeità.

“Se il corpo umano non da oggi è suscettibile di essere sottoposto a manipolazioni, nella situazione storica odierna si impone una riflessione che chiama in campo una pluralità di discipline e di campi del sapere. E pone domande alla scienza e alla coscienza, alla filosofia e alla teologia”, dichiara il professor Franco Totaro.

Accanto infatti a una cultura diffusa e capillare della cura del corpo – , la quale spazia dalle pratiche di selezione delle abitudini alimentari a quelle dell’uso di apparecchi utili al benessere e si manifesta pure nell’incremento della domanda e dell’offerta di terapie mediche, sia correttive e integrative sia di potenziamento del corredo di base – “la novità emergente nel panorama attuale è infatti la persuasione crescente della trasformabilità del corpo verso forme inedite, aperte anche a esiti di discontinuità con l’evoluzione filogenetica e con il profilo ontogenetico finora consolidati. A tali forme inedite si agganciano pure, per altro verso, aspettative di allungamento della durata della vita e persino di superamento della mortalità biologica”. “La promessa o la realizzazione del corpo trasformato è in connessione stretta con la potenza crescente delle tecnologie, le quali schiudono la via alle pratiche più radicali della manipolazione corporea, quando si ritiene che esse siano applicabili non solo e non tanto al corpo già dato, ma alla fase della sua programmazione ab origine, parziale o totale, e nella prospettiva di un futuro pianificabile. Su questa via il corpo si presterebbe a essere considerato un oggetto producibile. Le tecnologie più recenti sembrano infatti volte a portare nella sfera della produzione ciò che sembrava attinente al processo della generazione. In sostanza diventano esse stesse principio della generazione (e, per così dire, della perpetuazione) e non si riconoscono da quest’ultima limitate. In tal modo la tecnica si attribuirebbe un potere smisurato di determinazione della corporeità, il quale, dalla fase iniziale della vita si estenderebbe all’intero arco della sua espressione, per mirare poi alla sua ri-elaborazione artificiale fino alla costruzione – in sintonia con alcune declinazioni estreme del post-human e del trans-human – del corpo completamente cibernetico ossia risolto nell’autosufficienza della propria identità macchinica. Il corpo ‘naturale’ sembra così trapassare nel corpo ‘artificiale’”.

Uno scenario che apre numerose domande anche al mondo cattolico, sulle quali  autorevoli esponenti del mondo scientifico si confronteranno durante il Convegno, che ha tra i suoi scopi principali: a) l’accertamento e la verifica dello status della ricerca scientifica in rapporto alla tematica sopra esposta; b) l’auspicabile formulazione di parametri valutativi derivanti dalla riflessione sulla corporeità in chiave ontologica ed etica.

 

No comments