“In Nigeria la violenza nel Paese non è solo di matrice religiosa”

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Dallo scorso gennaio, nelle aree rurali del centro e del nordovest della Nigeria, sono state uccise oltre 1.200 persone, vittime di attacchi e rapimenti da parte dei gruppi armati. Un dramma denunciato da varie organizzazioni come Amnesty International e il Comitato internazionale della Croce Rossa, che di recente ha notato come delle 40 mila persone che ad oggi risultano scomparse in Africa, la metà sia sparita nella sola regione del nordest della Nigeria, teatro di attacchi e rapimenti da parte dei jihadisti di Boko Haram.
Nel dopo Angelus del 15 agosto scorso, Papa Francesco aveva ricordato la sofferenza “della popolazione della regione settentrionale della Nigeria, vittima di violenze e attacchi terroristici”. Anche i vescovi del Paese, per voce del presidente della Conferenza episcopale, monsignor Augustine Obiora Akubeze, si sono rivolti al governo e allo stesso popolo nigeriano per chiedere la fine delle uccisioni e l’attuazione della lotta alla corruzione.
A parlare dei violenti attacchi è stato anche il nunzio apostolico in Nigeria, mons. Antonio Filipazzi, che analizza il quadro di instabilità interno e chiede al governo di tutelare le persone senza distinzione di etnia o di religione “perché le vittime sono tutte uguali”.

Ascolta l’intervista

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