In Nigeria in aumento i casi di colera

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E’ drammatica la situazione in Nigeria a causa dell’aumento dei casi di colera che, nello Stato di Borno, ha raggiunto i 2.627 persone, con 48 decessi. L’epidemia – è la denuncia di Medici Senza Frontiere – “sta colpendo campi sfollati dove vivono decine di migliaia di persone fuggite dal conflitto tra le forze armate nigeriane e Boko Haram, ma ha raggiunto anche la capitale Maiduguri”.
“Diagnosi e terapie tempestive sono vitali per affrontare le epidemie di colera”, dichiara Anna Cillers, coordinatore medico di Msf. “Quando a Maiduguri iniziavano ad aumentare i casi, abbiamo aggiunto rapidamente dei letti nel nostro Centro di trattamento per il colera a Dala, dove oggi abbiamo 100 posti letto.”
Il dilagare del colera è facilitato dalle gravi situazioni di promiscuità in cui vivono molti degli sfollati. Soltanto nel campo di Muna Garage sono ospitate 20mila persone.
“Le nostre strutture operano gratuitamente 24 ore al giorno. Le persone che manifestano i sintomi del colera – diarrea acquosa acuta o feci liquide più di tre volte al giorno, e disidratazione – dovrebbero iniziare immediatamente la terapia,” dichiara il dottor Félix Kouassi, coordinatore medico di Msf. “Restiamo vigili e, attraverso i nostri operatori presso le comunità, continuiamo a monitorare e contrastare la diffusione dell’epidemia.”
Medici Senza Frontiere, oltre ad essere attiva in Nigeria, sta rispondendo alle epidemie di colera in Ciad, in Yemen e nella Repubblica Democratica del Congo. Da Goma, nel Nord Kivu, pochi giorni fa è rientrata la epidemiologa Silvia Mancini che descrive anche la gravità della situazione in Nigeria.

Radio Vaticana

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