Il Papa: “Vado in Egitto come pellegrino di pace”

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Mi recherò “pellegrino di pace nell’Egitto di pace”: così il Papa in un tweet alla vigilia del suo 18.mo viaggio internazionale. Ieri sera Francesco si è recato nella Basilica di Santa Maria Maggiore per affidare questa nuova missione alla Salus Populi Romani. Tutto il Paese è pronto ad accoglierlo. Un viaggio all’insegna del dialogo e della fraternità, in un momento molto difficile per questa terra, ferita dagli attentati terroristici che hanno colpito la minoranza cristiana, ma le cui conseguenze vengono pagate da tutta la popolazione. Il Pontefice, secondo il programma del viaggio, arriverà al Cairo alle 14.00 di oggi e rientrerà a Roma alle 20.30 di domani.

La grande arteria stradale, che dall’aeroporto internazionale del Cairo porta verso il cuore di questa metropoli egiziana di oltre 10 milioni di abitanti, è interamente tappezzata di manifesti con il logo della visita apostolica di Papa Francesco. “Il Papa della pace, in un Egitto di pace”, un titolo questo che piace molto agli egiziani, che avvertono forte come mai il bisogno di tornare alla normalità, anche economica ed internazionale. I cristiani sono ovviamente i più felici per questo viaggio dai molti significati: pastorale, ecumenico, interreligioso e anche politico.

Il presidente Abdel-Fattah Al-Sisi, il primo ospite che il Papa incontrerà, punta molto sul rilancio dell’immagine del Paese, grazie anche all’iniziativa promossa dal grande imam della Moschea di al Azhar, Ahmad Al-Tayeb, che ha convocato una Conferenza internazionale sul tema della pace, invitando anche il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo.

A rispecchiare chiaramente le speranze e il clima della visita del Papa è la notizia che a presenziare alla Messa di sabato mattina presso lo stadio dell’aeronautica militare – con una capienza di circa 20mila persone – ci saranno praticamente tutti i protagonisti di questo viaggio: oltre alla piccola comunità cattolica, anche molti copti ortodossi e cristiani di altre Chiese e anche musulmani, oltre a quelli delle nutrite delegazioni ufficiali.

Le misure di sicurezza nella capitale sono state portate a livelli molto alti, anche se con una presenza discreta, in ogni luogo della città. Una scelta che ben si accorda con quella di Papa Francesco di effettuare tutti gli spostamenti su una vettura di serie, non blindata.

Radio Vaticana

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