Il Papa: “ Le famiglie numerose danno speranza, la cultura scarto crea povertà”

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Ha ripercorso il suo viaggio in Asia, “continente di ricche tradizioni culturali e spirituali”, Papa Francesco all’udienza generale di oggi, in Aula Paolo VI. Ed è tornato sui temi già toccati in Sri Lanka e nelle Filippine, di fronte a folle a tratti “oceaniche” il cui ricordo – ha detto – conserverà “sempre nel cuore”: dal ruolo delle famiglie nella società al dialogo per la pace, ricordando anche la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Famiglie numerose danno consolazione
Le famiglie sane sono “essenziali” alla vita della società. E’ tornato su uno dei temi principali del suo recentissimo viaggio in Asia Papa Francesco, ricordando la tappa nelle Filippine:
“Dà consolazione e speranza vedere tante famiglie numerose che accolgono i figli come un vero dono di Dio. Loro sanno che ogni figlio è una benedizione Ho sentito dire da alcuni che le famiglie con molti figli e la nascita di tanti bambini sono tra le cause della povertà”.

Povertà causata da cultura dello scarto
Questa, ha affermato il Pontefice, appare “un’opinione semplicistica”:
“Posso dire, possiamo dire tutti, che la causa principale della povertà è un sistema economico che ha tolto la persona dal centro e vi ha posto il dio denaro; un sistema economico che esclude, esclude sempre: esclude i bambini, gli anziani, i giovani, senza lavoro … – e che crea la cultura dello scarto che viviamo. Ci siamo abituati a vedere persone scartate. Questo è il motivo principale della povertà, non le famiglie numerose”.

Famiglie minacciate da colonizzazioni ideologiche
Occorre dunque proteggere le famiglie, “che affrontano diverse minacce”, ha ricordato il Pontefice, affinché esse “possano testimoniare la bellezza della famiglia nel progetto di Dio”:
“Occorre anche difendere le famiglie dalle nuove colonizzazioni ideologiche, che attentano alla sua identità e alla sua missione”.

La corruzione ruba ai poveri
Ai giovani, poi, il Papa ha affidato il “rinnovamento della società”, specialmente attraverso il servizio ai poveri e la tutela ambientale; la cura dei poveri – ha detto in particolare – “è un elemento essenziale” della nostra vita e della nostra testimonianza cristiana: comporta “il rifiuto di ogni forma di corruzione” che ruba ai poveri e richiede “una cultura di onestà”.

Solidarietà per vittime tifone
Quindi il pensiero al “motivo principale” della visita nelle Filippine: esprimere la propria vicinanza alle vittime della “devastazione del tifone Yolanda” e ringraziare chi, “da ogni parte del mondo” in quei “giorni bui”, ha risposto con “una generosa profusione di aiuti”. A Tacloban, nella regione più gravemente colpita, ha reso omaggio “alla fede e alla capacità di ripresa della popolazione locale” di fronte alle avverse condizioni climatiche che proprio lì, in quelle ore, hanno causato un’altra vittima innocente: la giovane volontaria Kristel, travolta e uccisa da una struttura spazzata dal vento.

Annuncio del Vangelo e rispetto verso gli altri
Dello Sri Lanka il Santo Padre ha voluto ricordare la canonizzazione del grande missionario Giuseppe Vaz. Il cui “esempio di santità e amore al prossimo” può essere preso a “modello per tutti i cristiani, chiamati oggi a proporre la verità salvifica del Vangelo in un contesto multireligioso”, con rispetto verso gli altri, con perseveranza e con umiltà. Soprattutto dopo un lungo e drammatico conflitto civile, come quello che ha sconvolto il Paese asiatico fino al 2009, ricordato pure nelle preghiere al santuario mariano di Nostra Signora di Madhu:
“Ho sottolineato l’importanza del dialogo, del rispetto per la dignità umana, dello sforzo di coinvolgere tutti per trovare soluzioni adeguate in ordine alla riconciliazione e al bene comune”.

Cooperazione tra le religioni
E le diverse religioni hanno un ruolo significativo da svolgere al riguardo:
“In tale contesto ho voluto incoraggiare la cooperazione già intrapresa tra i seguaci delle differenti tradizioni religiose, anche al fine di poter risanare col balsamo del perdono quanti ancora sono afflitti dalle sofferenze degli ultimi anni”.

Unità dei cristiani: approfondire dialogo
Nei saluti nelle varie lingue, poi, il Pontefice ha ricordato la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, in corso fino a domenica prossima, ispirata quest’anno alla richiesta che Gesù fece alla Samaritana, “Dammi da bere”:
“La contemplazione di questa scena evangelica sia per voi un’occasione per poter conoscere ancora meglio la tradizione delle chiese sorelle, per approfondire il dialogo, la preghiera comune e la piena unità dei testimoni di Cristo”.

Fonte: Radio Vaticana

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