Il Papa: “La vocazione è un esodo da sé verso Dio e i poveri”

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L’azione missionaria ed evangelizzatrice della Chiesa è al centro del Messaggio scritto da Papa Francesco per la 52.ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. La vocazione cristiana – scrive Francesco – è caratterizzata dall’esperienza dell’esodo. Di qui l’invito rivolto in particolare ai giovani a non aver paura di uscire da sé stessi e a mettersi in cammino, sempre con lo sguardo rivolto ai più bisognosi.

“L’esodo, esperienza fondamentale della vocazione” è il significativo titolo scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che viene celebrata quest’anno il 26 aprile ed è giunta alla sua 52.ma edizione. In una Chiesa missionaria – scrive il Papa – “la vocazione cristiana non può che nascere all’interno di un’esperienza di missione” e questo è possibile solo se si è capaci di uscire da sé stessi, compiendo un vero e proprio “esodo”, paragonabile all’Esodo biblico che il popolo di Dio compie affrancandosi dalla schiavitù per trovare vita nuova in Cristo. Un passaggio che per il Papa rappresenta una parabola di tutta la storia della salvezza e della dinamica della fede cristiana.

Alla radice di ogni vocazione cristiana – spiega Francesco – c’è proprio l’uscita “dalla comodità e rigidità del proprio io per centrare la nostra vita in Gesù Cristo”. Un’uscita che non rappresenta però “un disprezzo della propria vita del proprio sentire e della propria umanità”, anzi. La vocazione – spiega Francesco citando la “Deus Caritas est” di Benedetto XVI – è una chiamata d’amore che attrae e rimanda oltre sé stessi, innescando “un esodo permanente dall’io chiuso in sé stesso verso la sua liberazione nel dono di sé”.

Questa dinamica dell’esodo – scrive il Papa – non riguarda solo il singolo chiamato, ma l’azione missionaria ed evangelizzatrice di tutta la Chiesa: una Chiesa “in uscita”, “capace di andare incontro ai figli di Dio nella loro situazione reale e di com-patire per le loro ferite”. “La Chiesa che evangelizza – scrive Francesco – esce incontro all’uomo, annuncia la parola liberante del Vangelo, cura con la grazia di Dio le ferite delle anime e dei corpi, solleva i poveri ed i bisognosi”. La vocazione cristiana rappresenta un impegno concreto al servizio della costruzione del Regno di Dio sulla terra e spinge necessariamente all’impegno solidale , soprattutto verso i più poveri.

Ai più giovani il Papa dedica un accorato appello a non temere le incertezze e delle incognite della quotidianità che rischiano di frenare i loro sogni. Francesco li incita a non avere paura di uscire da sé stessi e di mettersi in cammino sulle orme di Gesù, come già fece la Vergine Maria, modello di ogni vocazione, che non ha temuto di pronunciare il proprio “fiat” alla chiamata del Signore.

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