Il Papa in Giordania: “Dio ci difenda dalla paura del cambiamento”

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Sulle orme dei suoi predecessori, Papa Francesco ha iniziato il suo pellegrinaggio in Terra Santa dalla Giordania, la terra del Monte Nebo e della predicazione di Giovanni Battista. Poco dopo le 12 l’aereo papale è atterrato all’aeroporto Queen Alia di Amman da dove Francesco si è subito recato al Palazzo Reale per la cerimonia di benvenuto. Il Papa, riprendendo quanto detto dal Re Abdallah, ha invocato Dio perché ci protegga dalla “paura del cambiamento”. Dalla capitale giordana, il servizio del nostro inviato, Fabio Colagrande:

Accolto con tutti gli onori e in un clima di gioia ad Amman, Papa Francesco ha iniziato oggi il suo secondo viaggio apostolico, il quarto di un Pontefice in Terra Santa. Salutato ai piedi della scaletta dell’aereo dal principe Ghazi bin Muhammed, in rappresentanza della Casa reale Hashemita e dalle autorità cristiane locali, il Papa ha ricevuto da due giovanissimi giordani l’iris nero, il fiore simbolo del Paese. Dopo un breve colloquio con il principe, autorevole fautore del dialogo con i cristiani, Francesco si è recato al Palazzo Reale Al-Husseini per incontrare i Reali di Giordania, il primo momento di una giornata intensissima e senza soste, per il Pontefice. Qui, dopo gli onori militari e l’esecuzione degli inni si è svolta la visita privata con il Re Abdallah II e la Regina Rania. E’ il terzo incontro tra Francesco e il Sovrano hashemita, il primo in terra giordana.

Subito dopo, nel salone dei ricevimenti, l’incontro con le autorità e lo scambio dei discorsi. Re Abdallah, dopo un caloroso benvenuto a Francesco ha ricordato di aver ricevuto qui ad Amman, Giovanni Paolo II nel 2000 e Benedetto XVI nel 2009, e ha poi sottolineato l’impegno di Francesco per il dialogo con i musulmani e la sua testimonianza di pontefice, vero ‘costruttore di ponti’. Il Re ha poi evidenziato la sua discendenza diretta dal Profeta Maometto e quindi il suo impegno per promuovere il vero volto dell’islam e la protezione di tutti i luoghi santi, Gerusalemme compresa. Il Re ha poi ricordato l’impegno della Casa reale giordana per la promozione della libertà religiosa e in particolare la conferenza sulle sfide degli arabi cristiani in Medio Oriente, da lui organizzata ad Amman nel 2013.

Nel suo discorso, Francesco ha definito la Giordania una terra ‘ricca di storia e di grande significato religioso per l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam’. Poi, ha subito ricordato la generosa accoglienza che il Paese, soprattutto attraverso la Caritas locale, presta a rifugiati di diversa nazionalità, soprattutto siriani – che sono qui più di un milione – chiedendo alla comunità internazionale di aiutare la Giordania. E qui Francesco si è riferito alla situazione politica di tensione di questa regione del mondo:

“Mentre con dolore constato la permanenza di forti tensioni nell’area medio-orientale, ringrazio le Autorità del Regno per quello che fanno e incoraggio a continuare ad impegnarsi nella ricerca dell’auspicata durevole pace per tutta la Regione; a tale scopo si rende quanto mai necessaria e urgente una soluzione pacifica alla crisi siriana, nonché una giusta soluzione al conflitto israeliano-palestinese”.

Papa Francesco – come il suo predecessore Benedetto XVI nel maggio 2009 – ha poi espresso il suo profondo rispetto e la sua stima per la comunità musulmana e ha manifestato il suo apprezzamento per l’impegno del Re per la promozione di una comprensione adeguata dell’islam e una convivenza serena tra cristiani e musulmani:

“Lei è noto come un uomo di pace, e artefice della pace: grazie! Esprimo riconoscenza alla Giordania per aver incoraggiato diverse importanti iniziative a favore del dialogo interreligioso per la promozione della comprensione tra Ebrei, Cristiani e Musulmani, tra le quali quella del ‘Messaggio Interreligioso di Amman’ e per aver promosso in seno all’Onu la celebrazione annuale della ‘Settimana di Armonia tra le Religioni'”.

Ma il punto centrale del discorso del Papa è stato certo il riferimento alle piccole comunità cristiane locali che ha definito ‘pienamente inserite nella società’.

“Pur essendo oggi numericamente minoritarie, esse hanno modo di svolgere una qualificata e apprezzata azione in campo educativo e sanitario, mediante scuole ed ospedali, e possono professare con tranquillità la loro fede, nel rispetto della libertà religiosa, che è un fondamentale diritto umano e che auspico vivamente venga tenuto in grande considerazione in ogni parte del Medio Oriente e del mondo intero”.

In chiusura il Papa ha rivolto uno speciale augurio di pace e di prosperità al Regno di Giordania, aggiungendo l’auspicio che il viaggio incrementi le buone relazioni interreligiose nel Paese.

Francesco ha poi lasciato il Palazzo Reale per recarsi all’International Stadium per celebrare la Santa Messa di fronte a decine di migliaia di persone, non solo cristiani, l’appuntamento liturgico di questa sua prima giornata in Terra Santa.

Fonte: Radio Vaticana

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