Il Papa canonizza Francesco e Giacinta Marto: “Maria ci dona speranza”

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PORTOGALLO – “Non potevo non venire qui per venerare la Vergine Madre e affidarLe i suoi figli”. Con queste parole Papa Francesco ha sottolineato stamane l’importanza del suo pellegrinaggio a Fatima. Nel Santuario mariano portoghese il Pontefice ha celebrato, di fronte a più di mezzo milione di fedeli, il rito di Canonizzazione di Francesco e Giacinta Marto, due dei pastorelli veggenti, testimoni delle visioni mariane iniziate un secolo fa.
Sono le 10.27 minuti a Fatima quando il Papa, sull’altare di fronte alla Basilica di Nostra Signora del Rosario, pronuncia in portoghese la formula di Canonizzazione di Francesco e Giacinta Marto, i due pastorelli a cui apparve la Vergine in questo luogo, in quel ‘benedetto’ giorno di esattamente cento anni fa. Le centinaia di migliaia di pellegrini che riempiono l’enorme spianata del Santuario prorompono in un lungo applauso, in molti piangono di commozione.

Abbiamo una Madre in Cielo che ci dona speranza

Nell’omelia, il Papa ricorda la frase di Santa Giacinta alla madre, dopo la prima apparizione: “Oggi ho visto la Madonna!”. “Essi – spiega – avevano visto la Madre del cielo”. Una Madre venuta ad avvertirci dei rischi cui conduce una vita senza Dio. Come ha spiegato la terza veggente Lucia nelle sue memorie, i tre pastorelli si trovarono nella Luce di Dio che avvolge la Madonna. E Fatima – ricorda Francesco – è questo manto di Luce che ci copre, quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine Madre per chiederLe di mostrarci Gesù. Per questo è il luogo della speranza:
“Carissimi pellegrini, abbiamo una Madre. (…) Quando Gesù è salito al cielo, ha portato accanto al Padre celeste l’umanità – la nostra umanità – che aveva assunto nel grembo della Vergine Madre, e mai più la lascerà. Come un’ancora, fissiamo la nostra speranza in quella umanità collocata nel Cielo alla destra del Padre. Questa speranza sia la leva della vita di tutti noi!”.
Testimoni di questo affidamento alla speranza cristiana – ricorda Francesco – sono proprio i due fratellini Marto diventati oggi Santi, coraggiosi e persistenti nella preghiera:
“Come esempi, abbiamo davanti agli occhi San Francesco Marto e Santa Giacinta, che la Vergine Maria ha introdotto nel mare immenso della Luce di Dio portandoli ad adorarLo”.

Non potevo non venire a Fatima

Francesco ricorda una visione di Santa Giacinta in cui appariva il Santo Padre in preghiera per gli affamati davanti al Cuore immacolato di Maria. E sottolinea così il legame fra le visioni di Fatima e la sua missione di Pontefice, pellegrino di speranza:
“Non potevo non venire qui per venerare la Vergine Madre e affidarLe i suoi figli e figlie. Sotto il suo manto non si perdono; dalle sue braccia verrà la speranza e la pace di cui hanno bisogno e che io supplico per tutti i miei fratelli nel Battesimo e in umanità, in particolare per i malati e i disabili, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati”.
E siamo noi credenti a rappresentare la speranza per gli altri, aggiunge il Papa. Chiamandoci a questa vocazione il cielo mette in moto “una vera e propria mobilitazione generale contro questa indifferenza che ci raggela il cuore”. “Non vogliamo essere una speranza abortita!”, conclude Francesco. E “il volto giovane e bello della Chiesa” risplende quando questa “è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore”.

Alla cerimonia era presente Lucas, il bimbo brasiliano la cui guarigione miracolosa ha permesso la Canonizzazione dei due piccoli veggenti. Ha portato i doni all’offertorio, accompagnato dai genitori e dalla sorella. Un bambino benedetto dall’amicizia di due Santi bambini, i primi non martiri della Chiesa cattolica. Un testimone diretto della speranza che nasce dalla fede in Cristo annunciata dalla Madonna a Fatima e ribadita oggi dal Papa.

Radio Vaticana

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