Il Papa alle autorità di Panama: il diritto al futuro è un diritto umano

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Dopo l’incontro con il presidente Varela nel Palazzo “Las Garzas”, Papa Francesco si rivolge ai politici e alla società civile del Paese: Panama sia un “hub” di speranza e una terra di sogni

Panama “è una terra di convocazione” e “di sogno”, che “per la sua posizione privilegiata, rappresenta un luogo strategico non soltanto per la regione, ma per il mondo intero”. È un “ponte tra gli oceani e terra naturale di incontri” e “simbolo della sostenibilità che nasce dalla capacità di creare legami e alleanze”. Così Papa Francesco è intervenuto nell’incontro con il presidente della Repubblica di Panama, Juan Carlos Varela Rodriguez, le autorità, i rappresentanti della società civile e il Corpo diplomatico del Paese.

Panama, terra di convocazione

Un incontro avvenuto nel Palazzo della Cancelleria, un ex convento francescano della fine del XVII secolo noto anche come Palazzo Bolivàr. Proprio qui, infatti, nel 1826 il “Libertador” convocò i leader dell’Amercia latina per lo storico Congresso di Panama al fine di, ricorda il Papa, “forgiare il sogno dell’unificazione della Patria Grande”:

Una convocazione che ci aiuta a comprendere che i nostri popoli sono capaci di creare, forgiare e soprattutto, sognare una patria grande che sappia e possa accogliere, rispettare e abbracciare la ricchezza multiculturale di ogni popolo e cultura.

Pensare il futuro attraverso istruzione e lavoro

Adempiere a questa vocazione di Panama è quindi il compito delle autorità del Paese, “affinché tutti gli abitanti di questo territorio abbiano l’opportunità di sentirsi attori del proprio destino, di quello delle loro famiglie e dell’intera nazione”. Solo con la partecipazione attiva di ciascuno dei membri della società è infatti possibile pensare il futuro, soprattutto attraverso l’accesso “all’istruzione di qualità e la promozione di un lavoro degno”, in modo da evitare il rischio “di restringere la libertà” e di trascurare “la dignità di cittadini, specialmente quella dei più poveri”

Il contributo dei popoli nativi

Decisivo anche il ruolo dei popoli nativi Bribri, Buglé, Emberá, Kuna, Nasoteribe, Ngäbe e Waunana, che il Papa saluta e ringrazia:

Essere terra di convocazione implica celebrare, riconoscere e ascoltare lo specifico di ognuno di questi popoli e di tutti gli uomini e le donne che formano il volto panamense e saper tessere un futuro aperto alla speranza, perché si è capaci di difendere il bene comune al di sopra degli interessi di pochi o al servizio di pochi soltanto quando esiste la ferma decisione di condividere con giustizia i propri beni.

Il servizio pubblico è onestà e giustizia

Questo, per le nuove generazioni, significa che chi detiene un ruolo nella vita pubblica abbia una condotta conforme alla dignità e all’autorità che riveste:

È un invito a vivere con austerità e trasparenza, nella concreta responsabilità per gli altri e per il mondo; un invito a condurre una vita che dimostri che il servizio pubblico è sinonimo di onestà e giustizia, e il contrario di qualsiasi forma di corruzione.

Un “hub” della speranza

Panama in questi giorni, ricorda il Papa, sarà un “punto d’incontro dove giovani provenienti dai cinque continenti, pieni di sogni e speranze, celebreranno, si incontreranno, pregheranno e ravviveranno il desiderio e l’impegno di creare un mondo più umano”. Non solo un punto strategico o commerciale, ma un “hub della speranza”, in cui i giovani “sfideranno le miopi vedute a corto raggio che sedotte dalla rassegnazione, l’avidità, o prigioniere del paradigma tecnocratico, credono che l’unica strada possibile passi per il ‘gioco della competitività’, della speculazione, e della ‘legge del più forte’, dove il potente mangia il più debole, chiudendo il futuro ad una nuova prospettiva per l’umanità”.

“Canali a misura d’uomo”

I nuovi canali di Panama saranno “canali di comunicazione e di comprensione, di solidarietà, di creatività e di aiuto reciproco. Canali a misura d’uomo, “che rompano l’anonimato e l’isolamento in vista di un nuovo modo di costruire la storia”

Un altro mondo è possibile, lo sappiamo e i giovani ci invitano a coinvolgerci nella sua costruzione affinché i sogni non rimangano qualcosa di effimero o etereo, affinché diano impulso ad un patto sociale nel quale tutti possano avere l’opportunità di sognare un domani: anche il diritto al futuro è un diritto umano.

Il saluto del Papa

“Vedendoti, o Patria, si direbbe / che ti ha formato la volontà divina / affinché sotto il sole che ti illumina/ si unisse in te l’umanità intera”, scriveva il poeta nazionale panamense Ricardo Mirò. Parole che, spiega il Papa ringraziando il presidente e i presenti e affidandoli a Santa Maria La Antigua, “in questo orizzonte sembrano prendere corpo”.

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