Il Papa ai genitori separati: “Mai prendere i figli come ostaggi”

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I genitori riassumano il loro ruolo educativo, perché i figli crescano nella responsabilità di sé e degli altri. E nelle separazioni i figli non siano presi mai come “ostaggio”. Con queste raccomandazioni, il Papa all’udienza generale ha proseguito la propria riflessione sulla famiglia e sulla sua “naturale vocazione a educare i figli”. Quindi, ha ricordato che domenica i cattolici in Cina pregheranno la beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani.
Nell’educazione dei figli, “è ora che i padri e le madri ritornino” dall’esilio in cui si sono chiusi e riassumano “pienamente” il loro ruolo affinché i giovani “crescano nella responsabilità di sé e degli altri”. È l’esortazione di Papa Francesco che, salutando le tante famiglie giunte in Piazza San Pietro, ha voluto sottolineare come oggi il rapporto tra genitori e figli debba tornare ad essere di “saggezza” ed “equilibrio”, con i figli che obbediscono ai genitori –  “ciò piace a Dio”, ha ricordato – e i genitori che non esasperano i figli. Lo sguardo quindi “ai nostri tempi”, in cui “non mancano le difficoltà”.
“E’ difficile educare per i genitori che vedono i figli solo la sera, quando ritornano a casa stanchi di lavorare. Quelli che hanno la fortuna di avere lavoro! E’ ancora più difficile per i genitori separati, che sono appesantiti da questa loro condizione”.
Nelle separazioni, mai prendere i figli come ostaggio
Ma “tante volte”, ha constatato il Papa riferendosi a quelli che ha definito “matrimoni separati”, “il figlio è preso come ostaggio”, con i genitori che parlano “male” l’uno dell’altro:
“Mai, mai, mai prendere il figlio come ostaggio! Voi siete separati per tante difficoltà e motivi. La vita vi ha dato questa prova: ma che i figli non siano quelli che portano il peso di questa separazione, che i figli non siano usati come ostaggi contro l’altro coniuge, crescano sentendo che la mamma parla bene del papà, benché non siano insieme, e che il papà parla bene della mamma”.
Crisi tra società e famiglia
D’altra parte, ha aggiunto, si è “aperta una frattura tra famiglia e società, tra famiglia e scuola”, perché il “patto educativo” si è rotto:
“L’alleanza educativa della società con la famiglia è entrata in crisi perché è stata minata la fiducia reciproca”.
Esperti hanno “zittito” genitori
“Intellettuali ‘critici’ di ogni genere”, ha notato, hanno “zittito” i genitori in mille modi, parlando addirittura di “danni” dell’educazione familiare”. La famiglia, ha denunciato, è stata accusata “di autoritarismo, di favoritismo, di conformismo, di repressione affettiva che genera conflitti”, con i genitori costretti solo ad “ascoltare, imparare e adeguarsi” ai “cosiddetti esperti”: questi – ha proseguito – “hanno occupato il ruolo dei genitori anche negli aspetti più intimi dell’educazione”, facendo sì che padri e madri, “appesantiti”, arrivassero a non correggere “mai” i figli :
“Tendono ad affidarli sempre più agli “esperti”, anche per gli aspetti più delicati e personali della loro vita, mettendosi nell’angolo da soli; e così i genitori oggi corrono il rischio di autoescludersi dalla vita dei loro figli”.
Un episodio personale
Citando, come spesso fa, episodi personali, il Papa ha ricordato quando da bambino disse “una brutta parola alla maestra”: subito fu chiamata la madre, che “con tanta dolcezza” lo invitò a scusarsi, per poi riaffrontare la questione “a casa”:
“Oggi, se la maestra fa una cosa del genere, il giorno dopo si trova i due genitori o uno dei due a rimproverarla, perché gli ‘esperi’ dicono che i bambini non si devono rimproverare così. Sono cambiate le cose! Pertanto i genitori non devono autoescludersi dall’educazione dei figli”.
I genitori compensano sbagli con amore
È evidente, dunque, che questa impostazione “non è armonica, non è dialogica e invece di favorire la collaborazione tra la famiglia e le altre agenzie educative” le contrappone. Certo, ha riflettuto il Papa, alcuni “modelli educativi del passato” avevano dei limiti, ma “ ci sono sbagli che solo i genitori sono autorizzati a fare”, perché possono compensarli con l’amore, “quello che Dio ci dona”. Purtroppo oggi “la vita è diventata avara di tempo per parlare, riflettere, confrontarsi”, perché molti genitori sono “sequestrati dal lavoro”, “imbarazzati dalle nuove esigenze dei figli e dalla complessità della vita attuale”: quindi “si trovano come paralizzati dal timore di sbagliare”. Il sostegno allora può venire dalle “comunità cristiane” attraverso “la luce della Parola di Dio”:
“Anche nelle migliori famiglie bisogna sopportarsi, e ci vuole tanta pazienza! Tanta pazienza per sopportarsi. Ma è così la vita! La vita non si fa in laboratorio, si fa nella realtà. Lo stesso Gesù è passato attraverso l’educazione familiare”.
Preghiera per cattolici in Cina
Francesco ha inoltre ricordato che domenica prossima i cattolici in Cina pregheranno la Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai, la cui statua rappresenta Maria che sorregge in alto suo Figlio, “con le braccia spalancate in gesto di amore e di misericordia”:
“Chiederemo a Maria di aiutare i cattolici in Cina ad essere sempre testimoni credibili di questo amore misericordioso in mezzo al loro Popolo e a vivere spiritualmente uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa”.
Tra i presenti in Piazza, anche un gruppo di fedeli dalla diocesi cinese di Xianxian, che ha eseguito musiche locali. Nei saluti in lingua italiana il Papa ha voluto citare tra gli altri quanti partecipano al corso di formazione missionaria della Famiglia Pallottina, al corso promosso dalla Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium e all’Incontro di pace e cultura Matera-Altamura-Bari.

Fonte: Radio Vaticana

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