Il Papa al Vertice delle Americhe: “Non lasciare le briciole ai poveri”

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Collaborare per un nuovo “ordine di pace e giustizia”, fondato sulla solidarietà tra i popoli. E’ uno dei passaggi del messaggio indirizzato da Papa Francesco ai leader dei Paesi, che sono riuniti a Panama per il VII vertice delle Americhe. Il testo è stato letto dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che ha preso parte al Summit, nel quale hobama e castroa avuto luogo la storica stretta di mano tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il presidente di Cuba, Raul Castro.

Non lasciare le briciole ai poveri, servono azioni concrete

“Non è sufficiente sperare che i poveri raccolgano le briciole che cadono dalla tavola dei ricchi”. Papa Francesco usa un’immagine forte per scuotere i leader dei Paesi del Continente americano e osserva che anche laddove si è “sperimentato un forte sviluppo economico negli ultimi anni”, troppi continuano ad essere “prostrati nella povertà”. Per questo, esorta il Pontefice nel messaggio letto a Panama dal cardinale Pietro Parolin, “sono necessarie azioni dirette a favore dei più svantaggiati” e questa attenzione “dovrebbe essere prioritaria per i governanti”. Il primo Papa latinoamericano chiede così di “generare un nuovo ordine di pace e di giustizia” volto “a promuovere la solidarietà e la collaborazione rispettando la giusta autonomia di ogni nazione”. Francesco non manca quindi di soffermarsi su un tema a lui particolarmente a cuore, quello dell’immigrazione.

I migranti siano tutelati, non schiavizzati

Molte persone, constata con amarezza, “si vedono obbligate ad abbandonare la propria terra” e diventano “facile preda del traffico delle persone e del lavoro schiavizzato”. In alcuni casi, ammonisce, “la mancanza della cooperazione tra gli Stati lascia molte persone fuori dalla legalità e senza possibilità di far valere i propri diritti”. Sono situazioni, prosegue il messaggio letto dal segretario di Stato, nelle quali “non basta salvaguardare la legge per difendere i diritti fondamentali della persona, nelle quali, la norma senza pietà e misericordia, non risponde alla giustizia”. A volte, si rammarica, persino all’interno dei Paesi si creano “differenze scandalose e offensive” che generano “il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza”. Mali, annota, che possono far perdere “la propria legittimità” allo Stato di diritto.

Impegnarsi per la globalizzazione della solidarietà

Il Papa si dice convinto che “l’inequità, la ingiusta distribuzione delle ricchezze e delle risorse, è fonte di conflitti e violenza fra i popoli, perché suppone che il progresso di alcuni si costruisca col necessario sacrificio di altri” e invita dunque gli Stati delle Americhe alla collaborazione per affrontare i problemi “con realismo” e trasmettendo speranza. La grande sfida del nostro tempo, ribadisce il messaggio, è “la globalizzazione della solidarietà e della fraternità al posto della discriminazione e dell’indifferenza”. Finché “non si consegue una distribuzione equa della ricchezza – conclude il messaggio – non si risolveranno i mali della nostra società”.

Fonte: Radio Vaticana

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