Il cardinale Marx ha incontrato Papa Francesco e il cardinale Ouellet per riflettere sulle questioni centrali del prossimo Sinodo della Chiesa tedesca

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Sul tavolo le spine e la voglia di rinascita attraverso un percorso sinodale. Le spine che lacerano la vita della Chiesa tedesca sono in fondo comuni a tante altre realtà ecclesiali. Dall’abuso sessuale da parte del clero alla riflessione sul loro stile di vita. Dalle difficoltà diffuse ad accettare i principi della morale sessuale al problema di una comunità che invecchia e teme per il ricambio generazionale. Questo e altro ha portato al Papa il cardinale Reinhard Marx, presidente dei vescovi tedeschi, che oggi ha concluso una serie di incontri in Vaticano dove era giunto nei giorni scorsi per partecipare al C6 e agli incontri del Consiglio per l’economia.

Sulla linea di Francesco
A Roma, il porporato ha avuto colloqui anche col prefetto della Congregazione per i vescovi, il cardinale Marc Ouellet. Al termine dei vari incontri, un comunicato stampa della Conferenza episcopale della Germania ha messo l’accento sul frutto di questi momenti, un “dialogo costruttivo” i cui risultati, si sottolinea, entreranno a far parte dei lavori sinodali. Ma il cardinale ha consegnato a Francesco anche una lettera della Conferenza congiunta estesa, l’organismo che unisce all’episcopato tedesco i membri del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, lo Zdk (Zentral komitee der deutschen Katholiken). Una lettera a doppia firma – quella dello stesso Marx e del prof. Thomas Sternberg – in cui si fanno espliciti richiami alla lettera che Francesco aveva inviato il 29 giugno scorso al “popolo di Dio pellegrino in Germania”.

Comunione non isolamento
Nella lettera, il Papa incoraggiava fra l’altro la Chiesa di Germania a intraprendere un cammino di rinascita nel segno della comunione. “Ogni volta – scriveva – che una comunità ecclesiale ha cercato di uscire dai suoi problemi da sola, affidandosi soltanto alle proprie forze, metodi e intelligenza, ha finito per moltiplicare e alimentare i mali che voleva superare”. Senza dare soluzioni alle singole problematiche, Francesco invitava ad alimentare “un vivo ‘Sensus Ecclesiae’”, perché “il cammino intrapreso non deve finire “isolato nelle peculiarità”.

Primato al Vangelo
La lettera consegnata dal cardinale Marx a Francesco conferma questa volontà. “Come Lei – si legge – anche noi ci rendiamo conto che dobbiamo iniziare tutto il nostro cammino a partire dal ‘primato dell’evangelizzazione’. Siamo determinati a strutturare il camino sinodale come un ‘processo spirituale’. Siamo uniti a Lei in ‘senso ecclesiale’, perché abbiamo ben presente l’unità della Chiesa tutta e anche la situazione locale, e perché per noi la partecipazione dell’intero popolo di Dio è un aspetto molto importante”.

Le soluzioni si cercano insieme
Nell’enunciare i titoli dei temi al centro del Sinodo (“Il potere e la condivisione dei poteri nella Chiesa – partecipare e prendere parte insieme al compito missionario”, “L’esistenza sacerdotale, oggi”, “Le donne nei servizi e negli incarichi di Chiesa”, “La vita in relazioni riuscite – vivere l’amore nella sessualità e nella coppia”), i firmatari della lettera concludono: “Siamo arrivati alla conclusione che dobbiamo affrontare questi argomenti se vogliamo trarre degli insegnamenti dall’abuso del potere spirituale che scuote profondamente la nostra Chiesa e tutta la società, e se vogliamo migliorare i presupposti per evangelizzare innanzitutto noi stessi per poter rendere testimonianza in maniera credibile della Buona Novella nel mondo di oggi. Abbiamo bisogno dell’atmosfera di un dialogo aperto e rispettoso per cercare insieme delle soluzioni”.

Fonte: Vatican News

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