I Vescovi americani: “La riforma sanitaria del presidente Trump, detta “Better Care”, è ritenuta “inaccettabile”

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Non penalizzare i poveri ed i più vulnerabili: questo il cuore dell’appello lanciato dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti di fronte al dibattito sulla riforma sanitaria avanzata dal presidente Donald Trump. Nei giorni scorsi, il progetto normativo non è stato approvato dal Senato a causa della mancanza del quorum necessario, ed è stato quindi ritirato in attesa di ulteriori sviluppi.

La riforma sanitaria del presidente Trump, detta “Better Care”, è ritenuta “inaccettabile” dai vescovi statunitensi soprattutto per “l’impatto negativo che avrà sui poveri e sulle persone più vulnerabili”. Tra i punti contestati, infatti, c’è “la non accessibilità alle cure per 22milioni di persone”. In particolare, mons. Frank Dewane, presidente della Commissione episcopale per la Giustizia e lo sviluppo umano, ha scritto a ciascun senatore ribadendo che “in un momento in cui i tagli fiscali sembrano favorire i ricchi e gli aumenti della spesa federale puntano alla difesa, questa perdita di copertura sarà devastante”.
Il presule sottolinea inoltre che “le persone più anziane e quelle a basso reddito pagheranno più di quanto previsto dalla legge in vigore a causa dei minori livelli di sostegno del credito fiscale e dei premi assicurativi molto più elevati”. “La rimozione della copertura assicurativa per i più bisognosi non è la risposta ai problemi sanitari della nostra nazione e non ci aiuterà a costruire il bene comune”, scrive mons. Dewane.
Pur apprezzando, poi, l’incremento di finanziamenti nella lotta alle droghe, la Chiesa Usa chiede il divieto di utilizzare i fondi pubblici a sostegno dell’aborto e dei piani che lo considerano come una forma di “assistenza sanitaria”. E su questo fronte si richiede anche maggiore tutela dell’obiezione di coscienza esercitata da pazienti, assicuratori, acquirenti, sponsor e fornitori di servizi sanitari.

Radio Vaticana

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