HAITI – Instabilità e violenza sui religiosi

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Port au Prince – Preoccupazione nella comunità cattolica di Haiti: secondo l’ultimo rapporto della Conferenza Haitiana di Religiosi (CHR) sulla violenza scatenatasi contro gli istituti religiosi, sono 25 le case e centri di religiosi derubati con aggressioni e furti con violenza. Come rimarca il rapporto pervenuto a Fides, attualmente una religiosa Morfortiana è in coma nell’ospedale di St. Raphael.

La Conferenza Episcopale di Haiti (CEH) ha organizzato 24 ore di preghiera continua, il 13 e il 14 marzo. “E’ un gesto di compassione, di profonda comunione e di solidarietà fattiva con i religiosi e le altre vittime di aggressioni e violenza”, ha detto il Cardinale Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes.

I fedeli pregano anche per la delicata fase politica e sociale che attraversa il paese: le votazioni per eleggere i due terzi del Senato e della Camera dei deputati si svolgeranno il 9 agosto, mentre il voto per le presidenziali e le amministrative sarà il 25 ottobre, come ha comunicato il governo di Haiti dopo ripetuti rinvii che hanno causato proteste dei cittadini per diversi mesi. L’instabilità politica e sociale ha causato un aumento il costo della vita, portando migliaia di cittadini a manifestare contro il governo.

Secondo la Costituzione, il presidente Michel Martelly non potrà presentarsi per un nuovo mandato. L’opposizione continua ad accusarlo di abuso di potere per aver lasciato scadere il mandato del Parlamento, sciolto nel gennaio 2015, con l’intenzione di governare il paese tramite decreti presidenziali.

Fonte: Agenzia Fides

 

 

 

 

 

 

 

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