Grecia. L’arcivescovo di Atene: negli incendi responsabilità umane

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A 24 ore dall’inizio del devastate incendio nelle due grandi foreste che lambiscono la capitale greca Atene, si contano oltre 70 vittime, 550 feriti, tra loro alcuni bambini e molto gravi. Mons. Rossolatos, arcivescovo di Atene non esclude il dolo e parla di responsabilità umane e dello Stato.

Per gli incendi che hanno messo in ginocchio la Grecia si teme l’origine dolosa. Il premier Tsipras parla di tragedia incredibile e chiede l’aiuto dell’Europa. Tristezza e solidarietà del Papa sono state espresse in un telegramma a firma del cardinale segretario di stato Parolin indirizzato alle autorità locali, civili ed ecclesiastiche.

L’inferno è a Mati, ormai completamente distrutta, la località turistica costiera greca è stata inghiottita dal fuoco, si ritiene di origine dolosa, che ha ucciso finora 74 persone, ma si teme che le vittime possano essere oltre cento. I vigili del fuoco stanno setacciando le case ormai distrutte. Alcune delle vittime sono morte annegate in mare, unica via di fuga per molti di loro che però ha anche permesso la salvezza per un centinaio di persone. Nel Paese è stato decretato lo stato d’emergenza, il premier Tzipras ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Immediata la solidarietà internazionale. Aiuti alla Grecia sono arrivati da tutti i Paesi, dagli Stati Uniti a Israele, al Canada, alla Turchia. A confermare la possibile origine dolosa è mons. Sebastianos Rossolatos, arcivescovo di Atene al microfono di Luca Collodi:

R. – Ci sono stati due incendi, uno a est di Atene e uno a ovest di Atene. Quello a est è stato spento ieri e lì ci sono stati tantissimi morti e ci sono anche persone disperse. Ieri sera ha ripreso l’altro incendio a ovest di Atene che bruciava la sommità della montagna. Non so cosa sia successo durante la notte ma è pericoloso perché sta sopra la città.

Caritas Grecia sta partecipando ai soccorsi?

R. – Sì, già è in contatto con il presidente del Comune e ha detto che per il momento non hanno bisogno di aiuti… Ma in seguito ne avranno bisogno, quindi la Caritas è pronta a mandare gli aiuti, forse anche per i macchinari, per sgombrare le automobili bruciate e liberare le strade.
Ci sono molte vittime, tra cui anche bambini, famiglie… Purtroppo si parla di una regia dolosa, di roghi dolosi…

R. – Sì, purtroppo è piuttosto dolosa. Però io vedo anche le responsabilità umane perché le costruzioni in Grecia, molte volte, soprattutto in Attica, sono molto irregolari; poi viene lo Stato a regolarizzare però le città non sono ben costruite, quindi non ci sono le strade per fuggire in caso di incendio o di allagamento. Per questo l’anno scorso abbiamo avuto tanti annegati a causa delle piogge.

Perché tutte queste calamità naturali in Grecia? Ogni anno purtroppo si fanno i conti con i morti…

R. – Certe volte sono i turisti che cercano di preparare da mangiare in montagna e provocano un incendio. Altre volte sono sicuramente dolosi. Non sappiamo il perché di tutto questo ma sappiamo che ci sono dei gruppi organizzati: bruciano gli alberi per poter costruire in seguito. E purtroppo lo Stato, che dichiara che la zona bruciata deve essere ripristinata con gli alberi, purtroppo poi non si impegna molto e dopo una decina di anni cominciano a costruire. Questo aiuta chi vuole bruciare gli alberi per costruire.

La crisi che ha colpito la Grecia, economica e sociale, può favorire questi atti che sembrano dolosi?

R. – No, non penso.

Come vive la Grecia questo periodo in cui ha ripreso in mano il proprio destino dopo gli aiuti dell’Europa?

R. – E’ un modo di dire, che ha preso in mano la situazione. Sì, non avremo più i memorandum, dopo agosto, però le conseguenze rimangono perché nel 2019 dovranno essere diminuite le pensioni e aumentati i contributi assicurativi; nel 2020 ci sarà il colmo della diminuzione delle pensioni e sono proprio i pensionati che aiutano le famiglie dei figli senza lavoro. La situazione peggiora per noi.

La prospettiva del Paese qual è, secondo lei?

R. – In Grecia sono forti i legami familiari, questo ha salvato molte persone perché l’uno aiuta l’altro. Però ancora non vediamo una luce, una speranza che possano arrivare aiuti, nel senso di finanziare nuove imprese per dare lavoro alla gente. Questo non si vede; si promette, si spera, però non si vede ancora un cambiamento.

Il fuoco era un segno di potere per l’Antica Grecia, oggi è quasi una maledizione…

R. – E’ sempre stato così, perché il fuoco, l’acqua e il vento, in Grecia fanno molte distruzioni.

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