Francesco: “L’annuncio-sorpresa del Risorto ci interpella tutti”

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Cristo è Risorto! Questo il grande annuncio del giorno di Pasqua. Francesco celebra la S. Messa in Piazza San Pietro a tratti illuminata dal sole. La gioia della Resurrezione è visibile: tutto è solenne in questo giorno e i fiori, 50 mila fiori che addobbano l’altare e tutto il sagrato, lo esprimono con la loro bellezza e i loro colori.

La scoperta del sepolcro vuoto

Il Vangelo del giorno racconta la scoperta di Maria di Màgdala, di Pietro e di Giovanni del sepolcro, dove era stato deposto il corpo di Gesù, vuoto.
Nell’omelia Francesco sottolinea due parole: l’annuncio e la fretta, e poi pone una domanda.

L’annuncio-sorpresa

L’annuncio: il Signore è risorto. Tra i primi cristiani andava “di bocca in bocca”. Un annuncio che sorprende:

La sorpresa … Gli annunci di Dio sono sempre sorprese, perché il nostro Dio è il Dio delle soprese. E così, dall’inizio della storia della salvezza, dal nostro padre Abramo, Ti sorprende: “Ma, vai, vai, lascia, vattene dalla tua terra e va”. E Sempre, c’è una sorpresa dietro l’altra. Dio non sa fare un annuncio senza sorprenderci.

E la sorpresa – continua il Papa – “è un colpo basso; tu non te lo aspetti”.

Andare di fretta

La seconda parola: la fretta. Le donne appena trovato il sepolcro vuoto corrono, vanno di fretta a dirlo a tutti. E tutti corrono per andare a vedere: “Le soprese di Dio ci mettono in cammino, subito, senza aspettare” – dice Francesco – E porta degli esempi: Pietro e Giovanni, ma prima ancora i pastori la notte di Natale, la Samaritana dopo l’incontro con Gesù, Andrea che dice a Pietro: ‘Abbiamo trovato il Messia’: tutti corrono a raccontare quello che è loro successo e gli altri si affrettano per andare a vedere di persona.

Anche oggi succede. Nei nostri quartieri, nei villaggi quando succede qualcosa di straordinario, la gente corre a vedere (…) Le sorprese, le buone notizie, si danno sempre così: di fretta. Nel Vangelo c’è uno che si prende un po’ di tempo; non vuole rischiare. Ma il Signore è buono, lo aspetta con amore.

Tommaso: ‘Io crederò quando vedrò le piaghe’, aveva affermato. Come ha fatto con lui – prosegue il Papa – il Signore anche oggi ha pazienza per coloro che non vanno così di fretta.

La domanda del Papa: e io che?

E infine la domanda per ciascuno di noi: “E io che? Francesco la formula così:

Ho il cuore aperto alle sorprese di Dio, sono capace di andare di fretta o sempre con quella cantilena: “Ma, domani vedrò, domani, domani …”? Cosa dice a me la sorpresa?
E conclude: di fronte al fatto sorpersa dell’annuncio e all’andare di corsa, la domanda ” E io, oggi, in questa Pasqua 2018, io, che? Tu, che?”.

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