EGITTO – Rivista dello Stato Islamico annuncia l’esecuzione dei copti rapiti in Libia

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Il Cairo – I 21 copti rapiti in Libia all’inizio di gennaio sono nelle mani dei jihadisti dello Stato Islamico (IS), che in un articolo pubblicato online prefigurano la loro esecuzione presentandola come una vendetta contro le presunte “violenze” subite in passato da donne islamiche egiziane da parte della Chiesa copta. A diffondere la notizia è un delirante articolo pubblicato su Dabiq, la rivista ufficiale online dello Stato Islamico, che pubblica le foto dei rapiti vestiti con tenute arancioni e tenuti in ostaggio da uomini armati dal volto coperto, ritratti in pose e situazioni che richiamano le immagini dei sequestrati già trucidati dai tagliagole jihadisti.

L’articolo che accompagna le foto definisce i copti come “crociati d’Egitto” e fa riferimento alla vicenda – ormai vecchia di anni – di due donne copte che, secondo la propaganda jihadista, sarebbero state costrette con la forza dalla Chiesa copto-ortodossa a rinnegare la loro conversione all’islam. Nel testo si cita anche la strage compiuta nel 2010 dai terroristi di al-Qaeda nella cattedrale siro-cattolica di Baghdad, presentata come una prima “vendetta” per le presunte violenze dai copti in Egitto.

Al momento le reazioni delle istituzioni egiziane appaiono caute, mentre le famiglie dei rapiti preparano per oggi manifestazioni di protesta nella capitale egiziana, nei pressi della sede del sindacato dei giornalisti, a cui seguirà un incontro di preghiera nella cattedrale copta. La presidenza egiziana ha diramato una nota per affermare che sono in corso verifiche e contatti per valutare le attuali condizioni dei rapiti. Finora – ripetono fonti ufficiose degli apparati rilanciate dai media egiziani – non sono stati rinvenuti in Libia i cadaveri dei sequestrati, e i jihadisti avrebbero posto un ultimatum di 72 ore prima di dare inizio alle esecuzioni. Indiscrezione che lascia aperta l’ipotesi di trattative ancora in corso per scongiurare il massacro dei copti rapiti.

“In questo momento – riferisce all’Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh – tutti qli uomini di buona volontà dovrebbero pregare per i nostri fratelli rapiti in Libia, qualsiasi sia la loro sorte. Occorre soprattutto evitare di cadere nella trappola dei jihadisti. Quei ragazzi sono stati rapiti in quanto egiziani. Poi, essendo copti, i jihadisti usano riguardo a loro argomenti grotteschi e ridicoli, come quelli che fanno riferimento alle Crociate, per fomentare riflessi condizionati e mascherare con qualche pseudo-argomento ideologico la loro barbarie sanguinaria. La reazione davanti a tutto questo deve essere unitaria, e fare riferimento al senso di umanità che ci unisce tutti, davanti a questo abominio. Il loro disegno punta a dividerci e metterci gli uni contro gli altri: cristiani contro musulmani, musulmani pacifisti e ‘eretici’ contro musulmani ‘veri’, sunniti contro sciiti, credenti contro atei. E tutti noi non dobbiamo fornire pretesti ai loro lucidi deliri”.

Agenzia Fides

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