EGITTO – Nuove regole per la costruzione delle chiese: i cristiani preparano la loro proposta

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IL CAIRO – I rappresentanti delle Chiese e delle comunità cristiani presenti in Egitto si riuniranno la prossima settimana per perfezionare negli ultimi dettagli un pacchetto di proposte e suggerimenti concreti in merito al progetto di legge che dovrà essere discusso dal prossimo parlamento, riguardante la definizione di nuove regole nella costruzione di luoghi di culto sul territorio nazionale. “Vogliamo che il nuovo progetto di legge” spiega all’Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guyzeh “sia discusso già nella prima sessione legislativa del nuovo Parlamento, quando verrà eletto. Per questo è utile preparare già in anticipo una bozza di legge, dove i problemi siano già affrontati e non si perda altro tempo in fasi istruttorie”.
Lo scorso luglio, erano stati i funzionari del ministero della Giustizia a convocare i rappresentanti delegati delle diverse Chiese e comunità cristiani per sollecitarli a delineare proposte concrete che puntino a superare tutti i problemi relativi alla costruzione delle chiese che hanno segnato anche gli anni in cui era al potere Mubarak. “Nei suoi punti qualificanti” riferisce il Vescovo Mina “la nostra proposta, ormai quasi pronta, suggerisce che siano richesti per la costruzione delle chiese gli stessi requisiti previsti per la costruzione degli edifici privati, a partire dall’assenza di contese proprietarie sulla terra dove sorgeranno gli edifici di culto. Suggeriamo anche che a valutare la fattibilità e la congruità dei progetti di costruzione – tenendo conto, ad esempio, del numero dei cristiani presenti nell’area – siano commissioni sottoposte agli enti locali o al massimo ai governatori. Adesso, nella legislazione corrente, per ogni nuova chiesa è richiesto addirittura un decreto presidenziale, che arriva solo quando una serie di apparati centrali, a partire dal ministero degli interni, hanno concesso i loro nulla osta”.
Le regole burocratiche che complicano la costruzione di nuove chiese risalgono in parte al periodo ottomano. Nel 1934, il ministero dell’interno aggiunse le cosiddette “dieci regole” (“noi li chiamiamo ‘i dieci comandamenti’”, ci scherza sopra Anba Antonios) che vietano tra l’altro di costruire nuove chiese vicino alle scuole, ai canali, agli edifici governativi, alle ferrovie e alle aree residenziali. In molti casi, l’applicazione rigida di quelle regole ha impedito di costruire chiese in città e paesi abitati da cristiani, soprattutto nelle aree rurali dell’Alto Egitto. Talvolta, comunità cristiane provenienti da aree prive di luoghi di culto che si spostavano in altri villaggi per pregare e partecipare alle liturgie in una chiesa sono state aggredite da bande di salafiti fanatici.

Fonte: Agenzia Fides

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