Da Matera, un forte appello per un’Europa aperta, inclusiva e dialogante

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Matera è la Capitale Europea della Cultura 2019 e da qui è partito un messaggio per una cultura dell’unità che coinvolga l’Europa intera. Occasione un Convegno a cui sono intervenuti la presidente e il co-presidente dei Focolari, realtà attiva sul territorio e nel mondo per la costruzione di una società più fraterna

A lanciare una sfida all’unità per il continente europeo sono stati oggi la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce e il co-presidente Jesús Morán, descrivendo la famosa “città dei Sassi” come modello vivo per una convivenza più armoniosa, più giusta e fraterna. Nel corso del convegno “Abitare il tempo e lo spazio: la Cultura dell’Unità al servizio della Città”, organizzato dalla locale comunità del Movimento, assieme all’Associazione l’Elicriso di Matera, Maria Voce e Jesús Morán hanno invitato l’Europa a riscoprire la sua missione: mostrare al mondo che le diversità possono convivere senza soffocare le differenze e violare le identità.

Declinare la “cultura dell’unità” nel concreto della città
Al convegno erano presenti circa 550 persone, tra cui il sindaco Raffaello De Ruggieri, l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, e Giovanni Oliva, segretario generale della Fondazione Matera Basilicata 2019. La presidente dei Focolari ha declinato la “cultura dell’unita”, fondata sul dialogo, l’accoglienza e la fraternità, della quale il Movimento in tutto il mondo si fa portavoce, negli aspetti concreti della vita di una città, negli ambiti quindi dell’economia e del lavoro, dell’interculturalità, dell’etica sociale, della salute e dell’ambiente, dell’arte, della scuola e dei mass-media.

Testimonianze di cittadinanza attiva
Maria Voce ha presentato alcuni esempi di città in cui – anche attraverso l’impegno dei Focolari – i cittadini hanno valorizzato le caratteristiche della loro città amando generosamente la propria comunità e praticando una cittadinanza attiva e corresponsabile. Così ad esempio a Sulcis Iglesiente in Sardegna, dove i Focolari assieme ad altri movimenti pacifisti hanno costituito un comitato che lavora per la riconversione di una azienda che produce armi. O in Polonia, dove l’amministratrice pubblica del Consiglio della Slesia Superiore racconta di una società per niente chiusa e sovranista e di alcune città dove la collaborazione tra le comunità religiose e le organizzazioni non governative aiuta l’integrazione degli immigrati ucraini.

Il ruolo della politica
Ma, ha concluso la presidente dei Focolari, ci vuole anche un contributo specifico dei politici che sono chiamati a praticare “l’amore degli amori”, espressione che Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, utilizzava per definire l’impegno politico. Loro in prima persona sono chiamati a dar vita a spazi in cui le iniziative e la passione dei singoli e dei gruppi si possano realizzare e mettere insieme.

L’Europa come modello di identità dialogica
Da parte sua Jesús Morán ha approfondito le ragioni dell’impegno per una convivenza fraterna nelle nostre città, in particolare quelle europee. Il co-presidente dei Focolari si è detto convinto che l’Europa è chiamata ad essere “modello a tutti i progetti di unificazione del mondo”. Per realizzare tale vocazione, ha affermato Morán, deve tornare alle proprie radici cristiane, ad un cristianesimo la cui grande profezia è “la fraternità universale” che spinge a dei “processi, che sebbene hanno una chiara radice e identità, sono inclusivi, dialogici, e quindi si mostrano aperti ad essere condivisi da persone le più diverse per status, religione o ideologia”.
Fonte: Vatican News

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