CONGO – Duemila civili in fuga privi di assistenza

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Kinshasa – Più di 2.000 persone sono state cacciate dalle loro abitazioni nel nord-est del Katanga (nel sud della Repubblica Democratica del Congo) dai miliziani Bakata Katanga. Lo ha denunciato Sua Ecc. Mons. Fulgence Muteba Mugalu, Vescovo di Kilwa-Kasenga, secondo il quale i miliziani, dopo essere stati cacciati dall’esercito dal villaggio di Musumari, come forma di rappresaglia hanno costretto alla fuga i civili dalla regione di Mitwaba-Kasenga.
“I Bakata Katanga avevano detto ufficialmente di aver raggiunto un accordo perché non ci siano più attacchi fino al 2016, la data delle elezioni presidenziali, e visto che sono stati attaccati, dicono che intendono chiedere delle spiegazioni alle autorità” ha detto Mons. Muteba.
Secondo il Vescovo “il gruppo dei 600 miliziani che sono passati sul fianco del Monte Mituba non hanno commesso violenze dirette sulla popolazione, ma hanno saccheggiato i raccolti di manioca e i campi per nutrirsi”. I 2.000 civili in fuga sono costretti a vagare per la savana e sono privi di qualsiasi tipo di assistenza, afferma Mons. Muteba.
Ad aprile Mons. Muteba aveva lanciato l’allarme sulla ripresa delle violenze dei Bakata Katanga (vedi Fides 2/4/2014). Il Katanga, dove sono concentrate le miniere di rame e cobalto della RDC, è attraversato da tempo da tensioni legate anche alle prossime elezioni presidenziali. L’attuale governatore della Provincia, Moïse Katumbi, pur facendo parte della maggioranza presidenziale, potrebbe sfidare l’attuale Presidente, Joseph Kabila, se questi riuscirà a imporre la revisione della Costituzione per partecipare alle elezioni del 2016 per ottenere un terzo mandato.

Fonte. Agenzia Fides

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