CENTRAFRICA – Abusi e violenze sessuali commesse dai Caschi Blu sulle donne rifugiate: la denuncia del Vescovo di Bangassou

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Bangui – Donne e ragazze rifugiate da maggio 2017 nel comprensorio del seminario di Bangassou si prostituiscono con i Caschi Blu dell’ONU per ottenere cibo. Lo ha denunciato Sua Ecc. Mons. Juan Jose Aguirre Muños, Vescovo di Bangassou, una città nel sud-est della Repubblica Centrafricana, al confine con la Repubblica Democratica del Congo. Nel seminario, che si trova a 100 metri dalla cattedrale, sono accolti circa 2.000 musulmani costretti alla fuga dalle milizie anti balaka, definite a torto “cristiane” (vedi Fides 27/1/2014), che commettono violenze inaudite, comprese decapitazioni e smembramenti di corpi. “I cuori o le viscere delle vittime sono strappati perché dicono che in questo modo rubano le loro anime” racconta Mons. Aguirre.
L’ONU ha creato attorno al seminario un perimetro di sicurezza per proteggere gli sfollati che hanno a disposizione solo acqua. Il cibo infatti scarseggia a causa delle barriere degli Anti Balaka, Le donne sono costrette a prostituirsi ai Caschi Blu per ottenere cibo per loro e le loro famiglie. “Sono disperate, muoiono di fame e spesso insistono a vendersi per poter mangiare” dice il Vescovo. Tra loro ci sono delle adolescenti che sono rimaste incinte.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha fatto visita a Bangassou. “Gli ho detto che ci sono donne violentate, alcune delle quali sono minorenni, e che era un crimine contro l’umanità” dice Mons. Aguirre. “È stata aperta un’indagine, ma nulla è cambiato. E questa non è la prima volta che i soldati delle Nazioni Unite si comportano in questo modo. Nel 2015, un gruppo di peacekeeper congolesi è stato espulso per aver offerto scatole di lenticchie in cambio di sesso. E gli affari non si sono fermati qui. Le scatole vuote venivano comprate da un libanese per 1.000 franchi CFA, in questo modo le donne guadagnavano abbastanza per comprare del cibo”.
La Missione ONU nella Repubblica Centrafricana (MINUSCA) ha affermato di aver svolto un’inchiesta sulle denunce presentate dal Vescovo di Bangassou, che “ha concluso che nessuna prova tangibile potrebbe supportare queste accuse. Tuttavia, la MINUSCA rimane in contatto con le parti locali per garantire che ulteriori informazioni su eventuali nuove o passate asserzioni (di abusi sessuali) vengano comunicate al più presto possibile” afferma un comunicato.
Mons. Aguirre, che ha passato un periodo di riposo nella natia Spagna, è di ritorno nella sua diocesi. “La Chiesa cattolica è l’ultima a spegnere la luce. Non possiamo andarcene” dice il Vescovo che è sottoposto a un fortissimo stress. “Non dormo bene, ho un sacco di stress. Ogni volta che pregavo sentivo l’esplosione di bombe e raffiche di mitragliatrici. Ho avuto momenti di fragilità psicologica ed è per questo che ho dovuto prendere una pausa”.

Fonte: Agenzia Fides

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