Bagnasco: “In Iraq un genocidio religioso e l’Europa si sta vergognando delle sue radici Cristiane”

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La preghiera per i cristiani perseguitati unirà tutti cattolici italiani il 15 agosto, nella Solennità dell’Assunzione. Corale è la risposta delle diocesi di tutta Italia che hanno aderito all’iniziativa “Noi non possiamo tacere”, indetta dalla Conferenza episcopale italiana per porre al centro dell’attenzione le brutali persecuzioni subite, in particolare dalle comunità cristiane, ma non solo, in Iraq e Medio Oriente. Sullo spirito e lo scopo di questa giornata di preghiera Marco Guerra ha intervistato il presidente della Cei, il card. Angelo Bagnasco:

R. – Il primo atto di carità è la preghiera, in quanto raggiungiamo i sofferenti, i bisognosi, innanzitutto attraverso il cuore e la forza di Cristo; e, insieme a questo, che è un atto corale della Chiesa italiana – in tutte le parrocchie si pregherà proprio per i perseguitati, per la loro religione – c’è anche una disponibilità, che è stata dichiarata ufficialmente, perché le nostre comunità possano in caso di necessità accogliere temporaneamente coloro che riterranno di dover abbandonare la loro terra, proprio per sfuggire a questa feroce persecuzione religiosa. Tutto questo avverrà attraverso la Segreteria di Stato vaticana e attraverso la nunziatura apostolica di Baghdad, in modo che loro ci possano segnalare le persone, le famiglie, i nuclei, che sono in questa necessità e hanno questo desiderio.

D. – Il Papa ha lanciato numerosi appelli e ha scritto una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite…

R. – La parola del Papa è una parola fondamentale, evidentemente, per richiamare l’attenzione non soltanto della Chiesa cattolica, ma di tutta la cristianità e dell’umanità intera. Il suo riferirsi, quindi, agli organismi supremi, dal punto di vista organizzativo, sociale, culturale e politico, come il Consiglio di Sicurezza, evidentemente è un fatto, un gesto che richiama, che dà tutto il peso alla tragedia che si sta consumando, al genocidio religioso che sta avvenendo sotto gli occhi – mi pare – tiepidi del mondo, specialmente del mondo occidentale. Anche i vescovi presidenti delle Conferenze episcopali dei Paesi europei hanno seguito questo gesto del Santo Padre e abbiamo mandato una petizione molto chiara anche noi al Consiglio di Sicurezza, nonché alle autorità di Bruxelles, nella medesima direzione, perché si alzi corale la voce di condanna di questo genocidio religioso e si possano mettere in atto delle misure adeguate, tempestive, chiare, per porre fine a questa persecuzione religiosa. Auspichiamo che da tutte le parti e da tutte le istituzioni politiche, culturali, religiose si faccia una sola voce di condanna esplicita, forte, alta, di presa di distanza da questa feroce persecuzione, che è una vergogna per l’umanità intera. Se qualcuno condanna questo fatto deve dirlo chiaramente davanti al mondo, perché così si indebolisce questa parte, queste minoranze che sono fanatiche e totalmente intolleranti.

D. – Quanto è importante la testimonianza di chi soffre per la propria fede?

R. – E’ fondamentale, perché specialmente per noi occidentali è necessario riscoprire, come ci insegna il Papa continuamente, il dono della fede, la grazia della fede ricevuta e non vergognarcene. L’Europa si è vergognata, si sta vergognando delle proprie radici cristiane, negandole, di fatto, perlomeno tacendole, e questo non è un buon segno. Assolutamente. E’ un pessimo segno, perché è una civiltà, un Paese, un continente senza volto, senza radice. E quando siamo senza volto, diventiamo anche senza parola e incapaci di dialogo con tutte le altre culture, Paesi e volti e questo apre la porta a qualunque compromesso. La testimonianza, dunque, dei martiri è un forte richiamo al dono della fede, per esserne grati e per essere richiamati nello stesso tempo alla necessità del coraggio, della testimonianza. Se non avessimo il coraggio della testimonianza, anche con il sacrificio ed eventualmente con il dono della vita – se fosse il caso – dovremmo veramente ripensare la nostra fede: se è tiepida o se è vera.

Fonte: Radio Vaticana

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