Attacchi a Londra, il Papa: “Lo Spirito doni pace al mondo”

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Al Regina Caeli, dopo la Messa di Pentecoste, Papa Francesco ha chiesto preghiere per le vittime degli attentati terroristici avvenuti ieri a Londra. Le parole del Pontefice:

“Lo Spirito doni pace al mondo intero; guarisca le piaghe della guerra e del terrorismo, che anche questa notte, a Londra, ha colpito civili innocenti: preghiamo per le vittime e i familiari”.

All’indomani dei nuovi atti terroristici, che hanno colpito il Regno Unito, il Papa esprime la sua partecipazione e la speranza in un mondo di pace. E anche la comunità internazionale all’unanimità ha espresso condanna per questi incomprensibili atti di violenza. Due gli attacchi di ieri sera nella capitale britannica: sul London Bridge un pullmino si è lanciato contro i pedoni. Dal mezzo sono usciti tre aggressori che hanno accoltellato i passanti. Lo stesso commando ha poi messo a segno un’altra azione nella zona di Borough Market. I tre terroristi, che indossavano finte cinture esplosive, sono stati poi uccisi dalle forze dell’ordine.

Intanto Scotland Yard ha fornito un nuovo bilancio delle vittime: 7 i morti e 48 feriti. Sul significato di questo nuovo raid terroristico, abbiamo raccolto il parere di Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali (Cesi):

R. – Ci troviamo di fronte oramai da molti anni ad una minaccia costante, frutto di lunghissime disattenzioni da parte del mondo occidentale verso alcune aree del mondo, ed è una minaccia molto europea: quasi tutti i jihadisti che hanno insanguinato l’Europa in questi ultimi anni sono cittadini europei.

D. – Su questo aspetto: siamo soliti legare questi attentati in Europa al sedicente Stato islamico, come se ci fosse una precisa regia al di là del Mediterraneo; invece, chiaramente, bisogna prendere delle contromisure guardando all’interno dei nostri Paesi?

R. – Che esista un mandato da parte di gruppi jihadisti, non soltanto nello Stato islamico, affinché chi si sente parte di quel mondo agisca come può, dove può e con i mezzi che ha a disposizione, questo è oggettivamente un dato di fatto. Però dobbiamo rimarcare – ed è questo il problema importante – che continuiamo a discutere di polizia europea, servizi segreti europei, maggiore integrazione, quando in realtà l’Europa perde i pezzi, quando l’Europa alza dei muri e non esiste una politica estera comune . Basti vedere le politiche diverse che fanno, ad esempio, Gran Bretagna e Francia rispetto all’Italia nel caso della Libia … Finché noi continueremo a giocare con i nostri destini, pensando di vivere nel mondo degli antichi villaggi rurali, senza renderci conto che viviamo ormai in un mondo integrato, saremo sempre vulnerabili.
E, a pochi giorni dalle elezioni dell’8 giugno prossimo, conservatori e laburisti hanno interrotto la campagna elettorale, ma nel Paese rimane ferma la volontà di dire no al terrorismo. A Manchester, dove il 22 maggio scorso un altro attentato suicida ha causato 24 morti durante uno spettacolo musicale, è stato confermato il concerto di questa sera in memoria delle vittime.

E anche a Torino ieri si è rischiata la tragedia a causa della psicosi terrorismo. Momenti di paura a Piazza San Carlo. Almeno 30 mila persone stavano assistendo sui maxischermi alla finale di Champions League, Juventus-Real Madrid, quando forse lo scoppio di un petardo ha fatto pensare a un attentato. Circa mille persone sono rimaste ferite nella calca in fuga. Almeno sette feriti sono gravissimi.

Radio Vaticana

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