Artisti italiani in Terrasanta

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“Artisti italiani in Terrasanta. Pittori, scultori e artigiani al lavoro nei santuari di Antonio Barluzzi. 1914-1955” è il titolo del volume – uscito per le Edizioni Musei Vaticani – che sarà presentato presso i Musei del Papa il prossimo 19 aprile nell’ambito della rassegna Il Giovedì dei Musei.

La pubblicazione, a cura di Bruno Mantura, con Anna Maria Damigella e Gian Maria Secco Suardo, documenta l’opera di numerosi artisti italiani che nella prima metà del secolo scorso – sotto la sapiente direzione dell’ingegnere Antonio Barluzzi – portarono la loro arte e la loro professionalità nei santuari cristiani in Terrasanta dando testimonianza di una fervente volontà di rinnovamento culturale e religioso. Una lunga e complessa ricerca d’archivio ha permesso di ripercorrere rigorosamente questa impresa tutta italiana, spesso attraverso il recupero di materiale inedito e fino ad oggi considerato disperso.

Il Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta introdurrà la presentazione che vedrà gli interventi di Padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa, Matteo Lafranconi, Direttore delle Scuderie del Quirinale, e Micol Forti, Curatore della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani.

Anticipiamo un estratto della presentazione di Barbara Jatta:

Al mio arrivo ai Musei Vaticani ho trovato il volume Artisti in Terrasanta quasi terminato anche per l’aspetto editoriale, ma ho voluto essere presente con queste mie brevi note perché ritengo che il lavoro realizzato sia un importante tassello della storia culturale italiana in Terrasanta. In secondo luogo sono legata al suo protagonista, Antonio Barluzzi, per motivi familiari e quindi mi è sembrato bello dare il mio saluto.
Barluzzi decise di dedicare la sua opera di architetto e di uomo di fede all’esecuzione di un vasto numero di nuove chiese e di restauri nei luoghi simbolo della cristianità in Terrasanta. Lavorò tra il 1912 e il 1958 e il suo progetto venne solo in parte realizzato, ma grazie ad esso riuscì a coinvolgere molti artisti importanti, esportando così una rilevante rappresentanza dell’arte italiana insieme a una profonda riflessione intorno alle tematiche del “sacro”.
Grazie quindi a Bruno Mantura che insieme ad Anna Maria Damigella e Gian Maria Secco Suardo ha voluto ricostruire un capitolo fondamentale della storia dell’architettura religiosa e dell’arte italiana in Terrasanta, offrendo così uno sguardo aperto e interdisciplinare della “storia delle arti”.
Questo volume è un esempio di come partendo dalla ricerca di archivio, si possa fare luce su figure complesse e sui diversi aspetti che compongono le altrettante facce di questa vicenda così particolare, da quelli squisitamente storico-critici a quelli politico-economici.

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