ARTE – Vi presentiamo la mostra “Arte e Salute alle radici della prevenzione”

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di Ciro Costagliola – A Milano, a Palazzo Pirelli (Spazio Eventi), fino al 29 maggio è in corso una mostra che merita davvero di essere vista. Con questo articolo cercheremo di presentarla, con immagini, testi e video affinché chi non ha la fortuna di essere a Milano in questo periodo possa comunque avere un’idea di cosa sia questa importante iniziativa culturale. Ogni artista in esposizione meriterebbe di essere descritto e presentato singolarmente: lo faremo comunque nelle prossime settimane dedicando ad ognuno di loro un proprio articolo. Le 35 opere in mostra, realizzate da un gruppo di illustri esponenti del panorama artistico contemporaneo e da giovani talenti, compongono un percorso espositivo multidisciplinare.

Ciro Costagliola

Ringrazio la curatrice della mostra Francesca Bianucci e la figlia Chiara Cinelli per avermi accompagnato con gentilezza e competenza alla scoperta del significato di ogni opera.

Iniziamo subito con il pubblicare il testo delle curatrici della mostra. Troverete all’interno di esso un video che riesce a dare un’idea dello spazio espositivo. Poi le immagini di tutte le opere, con i relativi autori. Per seguire con i testi di Sergio Bernardini (Presidente di SIBioC), di Giuseppe Agosta (Presidente di Biomedia s.r.l.),  Giovanni Carosello (Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Palermo), Walter Ricciardi (Professore Ordinario di Igiene all’Università Cattolica del sacro Cuore di Roma) e di Alessandro Fermi (Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia).

Francesca Bianucci – Curatrice della mostra

LE RAGIONI DI UNA MOSTRA TRA ARTE E SALUTE
Portatore di un vasto patrimonio di cultura, tradizione, identità e memoria, l’Albero è un simbolo universale da sempre oggetto di rappresentazione artistica che ancora oggi costituisce un terreno fertile per l’esperienza estetica contemporanea.
L’Albero è il tema prescelto per questa mostra collettiva che, grazie alle potenzialità espressive del linguaggio artistico e alla sua connaturata trasversalità, intende veicolare in chiave estetica e simbolica alcuni messaggi di primaria importanza che riguardano il benessere della persona e della società e che costituiscono il cuore del progetto Family Health, da cui questo percorso espositivo trae ispirazione: sensibilizzare le persone sull’importanza della conoscenza della storia clinica personale e familiare, al fine di attuare un percorso di prevenzione mirata ed efficace, a tutela della propria salute e di quella della propria famiglia.
Un simbolo, l’Albero, che attraversa tutti i tempi e le civiltà e un linguaggio, quello dell’Arte, che ne assume il portato simbolico e lo traduce in segni, figure, colori e astrazioni, accendendo nell’osservatore sentimenti e pensieri capaci di alimentare una riflessione inedita su tematiche che più di altre richiamano l’orizzonte concettuale e culturale in cui il progetto Family Health si inscrive. In primo luogo la famiglia e i temi della memoria e delle radici ad essa correlati; e poi la vita come processo ciclico di nascita, crescita e trasformazione, in un percorso di continuità che lega fra loro le generazioni e che trae forza, stabilità e salute dalla robustezza delle radici. Infine, allargando il campo di osservazione, questa mostra si propone come uno stimolo a guardare oltre le categorie, a superare gli steccati che spesso frammentano il sapere in tante scatole non comunicanti e a stimolare un confronto sul ruolo dell’Arte come prezioso alleato della Salute, laddove il concetto di Salute non si definisce solo in relazione agli aspetti fisici e materiali della persona ma anche emotivi, psicologici e sociali.

Si tratta, in definitiva, di portare al centro del dibattito la dimensione umana nella sua interezza, ponendo l’Uomo al centro, con le sue aspirazioni che investono un ambito più esteso dei soli “bisogni” primari e materiali, abbracciando quelle istanze immateriali che determinano l’agire umano in ogni ambito dell’esistenza. L’Arte e la Bellezza esercitano un ruolo fondamentale nel favorire il soddisfacimento di queste aspirazioni, contribuendo così al benessere della persona. E di questa tensione che muove l’essere umano, l’Albero, quale ideale elemento di congiunzione tra la Terra e il Cielo, è forse l’immagine più emblematica.

Sulla traccia del tema proposto, le 35 opere protagoniste di questo percorso espositivo compongono, nel loro insieme, una narrazione armonica carica di suggestioni visive e rimandi culturali capace di offrire all’osservatore una materia ricca di stimoli. Pittura, scultura, fotografia, collage, arte tessile, grafica, arte frattale, installazione: sono molte le forme d’arte rappresentate in mostra, al cui interno si intersecano poetiche eterogenee e stili variegati che spaziano dal figurativo al concettuale, passando attraverso l’iperrealismo, il simbolismo, l’astrattismo e il pop. Ad arricchire il percorso, l’uso di una pluralità di materiali, fra cui la ceramica, il tessuto, la carta, il cartone, il rame, l’oro, l’argento, il vetro, la terracotta, il metallo e il legno.
Linee di pensiero comuni, simboli e temi ricorrenti offrono un’ideale guida alla lettura di questo multiforme viaggio. In alcuni lavori la figura dell’albero è presente nella sua evidenza figurativa, a partire dagli “Ulivi” del fotografo Edoardo Romagnoli che ci regalano i loro benefici frutti e risplendono su uno sfondo di pura luce, di cui il raffinato artista è indiscusso maestro. Forma e luce si fondono in un perfetto equilibrio estetico anche nell’opera di Luca Sciortino, scrittore, giornalista e fotografo, che ha ritratto un imponente baobab in Namibia, cogliendolo nell’attimo del tramonto: “E io mi sono fermato…- osserva l’artista – ho guardato la vita protendersi verso l’eternità e l’eternità avvolgere la vita”. La figura del baobab torna nell’opera di Valentina Piacenza, la cui espressività è data da un uso emozionale del colore e l’albero diviene il frammento di un diario personale dai toni caldi e vibranti di sentimento. Un acceso rosso lacca esalta l’energia materica della scultura-albero di terracotta creata da Lello Esposito, “artista di culto” per il suo modo di dare nuova vita agli archetipi e ai simboli della napoletanità. A far da contrappunto all’accesa e contrastata espressività di queste opere, l’assoluta purezza estetica de “Il Re” di Daniela Giovannetti, che si impone sulla scena nella sua nuda e solenne forza visiva e comunica un senso di stabilità e durevolezza; un’immagine di “resistenza” che dialoga idealmente con l’opera “The Silent Giant” di Le Sauvage Décorateur, originalissimo interprete dell’arte del collage, in cui un grande albero è spettatore silenzioso delle contraddizioni del nostro tempo, elemento di continuità nella costante trasformazione della realtà.
Dalla contrapposizione tra Uomo e ambiente naturale si passa alla sintesi proposta dall’opera visionaria “Insieme”, frutto dell’immaginario poetico dell’illustratrice Anna Sutor, in cui Uomo e Albero si fondono in un gioioso gioco di scambio, senza possibilità di distinzione o separazione; opera che dialoga con la scultura di Lucio Liguori, illustre esponente dell’arte ceramica vietrese, raffigurante un albero stilizzato dalla forma sinuosa e avvolgente, che prende vita dalla terra per culminare in un radioso volto umano. Entrambi questi lavori sono pervasi da un sentimento di speranza che ritroviamo nelle sculture di altri due protagonisti della tradizione ceramica vietrese: Domenico Liguori modella un vaso in terracotta che, come un ventre materno, dà alla luce un ramo d’albero fiorito in un perfetto equilibrio di insieme; mentre un unico albero vigoroso, frutto dell’esuberante estro creativo di Pasquale Liguori, svetta sulla sommità di un coloratissimo vaso-mondo, incarnando un messaggio di denuncia e, insieme, di speranza.
Nelle forme sinuose e avvolgenti dell’albero di Simona Lombardo e Alberto Pigato, in cui l’arte tessile incontra la pittura, scorgiamo il desiderio di un’armonia vitale e benefica che si manifesta appieno nelle sfere trasparenti che sormontano l’albero e appaiono pure come l’ossigeno che esso produce. Un senso di vitalità e di leggerezza attraversa anche l’opera di AnnaLaura Cantone, talentuosa artista e illustratrice, che rappresenta un piccolo mondo protetto, abitato da buffi “personaggi” che ruotano intorno a un ramo d’albero coloratissimo.
Al tema dell’Albero si lega intimamente quello del Femminile, nel solco di una tradizione simbolica che affonda le radici nella mitologia: ne è un esempio la Dafne in ceramica raku di Carlo Previtali, figura mitologica di dea trasformata in albero, soggetto amato dalla letteratura e dall’arte antica e moderna, di cui lo scultore bergamasco ci regala una lettura contemporanea che dialoga alla pari con i più illustri esempi classici. Nella danza sinuosa dell’opera di Emilio Gianni ritroviamo lo stesso elemento di fusione tra l’albero – un ulivo dal tronco scultoreo – e la donna – un’eterea ballerina che si fonde in esso e ne trae energia vitale e benessere -. Culmine di questa fusione è l’opera di Maria Mulas, illustre protagonista della fotografia contemporanea, che ritrae l’artista Coosje van Bruggen, compagna di vita e d’arte di Claes Oldenburg, trasfigurata in un abbraccio verde in cui il confine tra donna e natura si annulla per dare luogo a una figura terza, che ne è la sublime sintesi. Il tema della donna rimanda, naturalmente, a quello delle radici, che sono il fulcro di alcune opere in mostra: come nella trama leggera di pieni e di vuoti dell’“Albero della Vita” di Claudio Onorato che si sdoppia in due figure, uguali e opposte, in perfetto equilibrio tra loro, l’una radicata nella Terra e l’altra nel Cielo; o nella collana-scultura “MYDNA” di Marco Rossini, opera in cui Arte e Scienza convivono nell’immagine di un albero genealogico che diventa il simbolo di ognuno di noi, del nostro presente e della nostra storia. Le radici tornano protagoniste nell’opera dello scultore Luciano Mello Witkowski Pinto, che ritrae un bambino seduto sul tronco di un albero dell’Amazzonia, il leggendario Sumaùma, noto per le sue dimensioni gigantesche e le radici tabulari, simbolo, nella tradizione indigena, della casa dello spirito protettore della foresta. E’ ancora un bambino il soggetto prescelto da Monica Rossetti, artista della fotografia capace di catturare, nel quotidiano, quell’istante di pura poesia che ci fa guardare con occhi nuovi la realtà, come nel suo “Un sorriso tra le foglie”.
Il richiamo metaforico alle radici affiora, con altrettanta evidenza, nelle opere in cui sono espressi in modo più o meno letterale i temi della memoria, della parola scritta e della conoscenza. Alberi come libri nell’“Archivio arboreo” di Chiò, una porta con tante finestre che si aprono su un possibile e desiderato futuro in cui il recupero della memoria sia veicolo di consapevolezza, di crescita personale e di benessere. In questo stesso orizzonte concettuale, si inscrive l’opera d’arte frattale “GoingBackHome” di Jeannette Rütsche – Sperya che “si riferisce al recupero della consapevolezza della nostra formazione attraverso la lunga catena della trasmissione dei nostri avi che origina nel punto unico del Tutto, come un albero maestoso origina da un unico seme”. Sulle tracce di un passato che può sostenerci nel nostro presente, ci conduce la pittrice Margherita Leoni, sensibile interprete del mondo naturale, con questo suo “Sogno” su sfondo blu, in cui l’immagine diafana e quasi evanescente di un albero è attraversata da impronte umane, simbolo di una memoria necessaria di cui l’albero stesso è fragile custode. Questo sentimento di fragilità lo rintracciamo nella delicatezza della carta nepalese, materiale prediletto da Tiziana Priori, che con le sue increspature esalta, per contrasto, l’intensità materica di un maestoso albero blu, raffigurato dall’artista come se fosse un’antica traccia di memoria collettiva impressa sulla superficie terrestre, un simulacro di bellezza e di spiritualità da recuperare e da custodire.
Il bisogno di una ricerca spirituale alta, quasi sacra, trova piena espressione in quelle opere in cui il racconto è affidato all’uso di simboli archetipici senza tempo, patrimonio di una cultura comune a tutti popoli. Come nell’opera del giovane e talentuoso artista Mario Campanile che dà vita a un racconto simbolico minuzioso, intessuto come un antico arazzo, con una fitta trama di figure e segni racchiusi in cerchi colorati; un alfabeto metaforico da esplorare, come nell’opera d’arte tessile di Elisabetta Cusato – Eliscus che, sul filo dell’emozione, compone sapientemente una trama di immagini simboliche che rappresentano la grammatica essenziale dell’essere umano. Fra i simboli ricorrenti in mostra, oltre al cerchio incontriamo la spirale, una figura che rappresenta la ciclicità dell’evoluzione, il continuo divenire dinamico dell’esistenza, e che riscontriamo nelle linee essenziali, epurate da qualsiasi forma superflua, della scultura di Daniela Rancati, artista che ha fatto dell’espressione simbolica un tema cardine della propria ricerca; o nell’opera dell’architetto e artista Marcello Sèstito, che ha voluto rendere omaggio a Klimt e al suo Albero della Vita, con un disegno in perfetto equilibrio tra il rigore della composizione geometrica e la libertà espressiva data dal colore. Differenti piani simbolici convivono nell’opera di Gian Paolo Dulbecco, raffinato artista dalle narrazioni meditate e colte, che associa l’immagine della maschera (in latino “persona”) alla figura dell’Albero, facendo convergere piani metaforici differenti, in uno spazio pittorico sospeso, quasi “metafisico”, per una rappresentazione che oltrepassa la soglia della realtà.
Ancora oltre i confini del visibile, ci conduce l’installazione di Silvia Cibaldi, autrice sempre alla ricerca di nuovi linguaggi ed esperienze espressive. L’artista dà vita a un racconto poetico tra realtà, sogno e immaginazione, attraverso quattro teatrini, fatti di carta, legno e materiali di recupero, che vedono, come unici protagonisti sulla scena, gli alberi. Ancora carta e legno nell’opera dell’artista Valerio Gaeti, vero e proprio poeta della Natura, che prende a prestito le parole di Leonardo Da Vinci per ricordarci che “La Natura è piena di infinite ragioni”, e lo fa con una scultura in legno, cenere e carta di riso, dalla straordinaria leggerezza visiva, che conferma la preponderanza, nella sua ricerca espressiva, dell’elemento naturale. Le infinite ragioni della Natura sono evocate anche nell’opera “Bosco in città” di Ugo La Pietra, architetto e artista eclettico, inesausto “ricercatore nelle arti visive”, che si è spesso confrontato, nella sua ricerca, con il tema del “verde” in rapporto allo spazio urbano e all’architettura. Vi sono poi le svettanti architetture vegetali di cartapesta dell’artista Pino Di Gennaro, sapiente manipolatore della materia che con i suoi “Pilastri del Cielo” getta un ponte metaforico tra Terra e Cielo, traccia visiva di quell’intimo bisogno di completamento fra materiale e immateriale che è fondamento dell’esistenza umana.

Lungo il percorso espositivo si incontrano alcune opere deliberatamente meno accessibili ma, al tempo stesso, capaci di ampliare il campo di riflessione. E’ questo il caso della composizione astratta di Giordano e Michele Redaelli, realizzata con il codice “binario” che contraddistingue la ricerca recente dei due artisti. Dietro la ripetizione binaria 0/1, su sfondo “verde salice”, si cela un messaggio dedicato al tema dell’albero: è un invito a completare l’opera con il proprio pensiero e la propria emozione, partecipando, in qualche modo, alla sua creazione. Proprio come il gioco “enigmatico” proposto dall’opera-puzzle “Alberomachìa” di Claudio Caserta, critico d’arte, scrittore visuale e artista concettuale. In entrambi i casi, la minore accessibilità dell’immagine stimola l’osservatore ad aprirsi a nuove strade di conoscenza, interrogando il concetto stesso di arte come linguaggio: un incontro tra l’autore che propone la sua visione e lo spettatore che è chiamato a decodificarne il messaggio, attraverso il filtro della propria sensibilità.
Infine, l’opera di LeoNilde Carabba chiude idealmente questo percorso espositivo. Il suo “Vita Eterna – Cielo 144 Anime” è una profonda riflessione sul ciclo della Vita: i 144 nomi inscritti nell’opera – che ricorda la sezione di un albero con i suoi anelli della memoria – sono i nomi delle persone che hanno segnato la vita dell’artista, trascritti a matita in questo suo Albero genealogico “ampliato”, un cerchio inquadrato in un blu profondo e luminoso come un cielo stellato. “Fare la pace con il proprio passato – osserva l’artista – è un profondo processo di guarigione che apre le porte ad un futuro più consapevole e libero”.

Francesca Bianucci e Chiara Cinelli
Curatrici della mostra

ARTE E SCIENZA INSIEME, PER FAR CRESCERE LA CULTURA DELLA PREVENZIONE
Da oltre 40 anni, la SIBioC, Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica, che ho l’onore di presiedere, mette al centro delle proprie finalità la salute del paziente, operando negli ambiti della promozione della cultura scientifica e della formazione.
In linea con le sue finalità, la SIBioC ha conferito al Progetto Family Health il suo Patrocinio riconoscendone, sin dalla sua nascita, l’utilità sociale, il carattere innovativo e la scientificità.
Il progetto, che comprende una serie di servizi per la salute di tutta la famiglia, ha l’indiscusso merito di essere fortemente orientato alla prevenzione e di promuovere il coinvolgimento attivo della persona nel prendersi cura della propria salute, con la consapevolezza che tale processo di responsabilizzazione è il primo passo per favorire il benessere del singolo e della famiglia.
Per far crescere questa consapevolezza è necessario che le Società scientifiche, le personalità influenti del mondo medico-sanitario, le Istituzioni e tutti i principali “attori” del rinnovamento si impegnino per far crescere la cultura della prevenzione, a tutti i livelli sociali.
D’altronde, in qualsiasi ambito del sapere, i grandi cambiamenti avvengono sempre grazie a rivoluzioni culturali che siano in grado di favorire il superamento di automatismi di pensiero e di azione e, conseguentemente, di dare impulso a nuovi percorsi di conoscenza.
Sulla scorta di tale visione, sono quindi lieto di promuovere questa iniziativa culturale, nata per diffondere i messaggi chiave alla base del progetto Family Health, che vede protagonista una mostra d’arte contemporanea e, insieme, un convegno di approfondimento medico scientifico, in un proficuo dialogo e scambio di prospettive.
Ringrazio il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi per aver voluto dare ospitalità all’evento; ringrazio, infine, tutti gli artisti che, con le loro originali creazioni, sono i veri protagonisti di questa iniziativa.
Sergio Bernardini – Presidente SIBioC

VERSO UNA NUOVA CULTURA DELLA SALUTE

“Ognuno di noi è un piccolo museo della memoria”, afferma Orhan Pamuk, scrittore e saggista turco insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 2006. Un pensiero che condivido profondamente e ritengo sia rivoluzionario, nella sua illuminante semplicità. In questo nostro tempo, dai mutamenti repentini, che brucia l’attimo e guarda in avanti dimenticando troppo spesso ciò che lascia indietro, parlare di memoria è un atto di vera e lungimirante innovazione. Forte di questa convinzione, alcuni anni fa ho dato vita a un progetto dedicato alla salute della persona e della famiglia, mettendo al centro il tema della prevenzione in relazione alla familiarità.
Il progetto Family Health, da cui la mostra “Arte e Salute, alle radici della prevenzione” trae ispirazione, si fonda sulla consapevolezza che conservare, monitorare e condividere con il proprio medico la storia clinica personale e familiare è essenziale per mettere in atto una prevenzione mirata ed efficace. L’importanza di una conoscenza approfondita della propria familiarità risulta infatti elemento imprescindibile quando si tratta di prevenzione concernente anche la progenie. E’ proprio partendo da questa visione che insieme ai miei collaboratori ho creato, in seno al Progetto Family Health, il Fascicolo Sanitario Digitale Personale online che consente di archiviare tutti i dati sanitari personali e della propria famiglia, facilitando così la condivisione di tali informazioni con il medico curante e permettendo di monitorare la “storia clinica” familiare, ovvero l’albero genealogico clinico della famiglia.
Il tema della memoria familiare è quindi un concetto chiave nel determinare lo stato di salute della persona, ed è ben rappresentato dal simbolo dell’Albero, fil rouge tematico di questa mostra collettiva d’arte contemporanea che offre punti di vista inediti e amplia l’orizzonte di riflessione intorno a temi cardine della vita del singolo e della collettività, come la prevenzione e il benessere. Oltre a porre l’accento sulle potenzialità comunicative del linguaggio artistico, che qui si fa strumento di diffusione di un messaggio dall’alto valore sociale e culturale, questa mostra stimola anche una riflessione sul ruolo dell’Arte in relazione alla Salute. È sempre più diffusa la consapevolezza, anche supportata da ricerche e studi scientifici, che la partecipazione culturale può influenzare in positivo lo stato di salute della persona che, come già definito nella carta costituzionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 1947, non attiene solo l’“assenza di malattie o infermità” ma si definisce come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale”. Una tale consapevolezza agisce da impulso a trascendere gli steccati che separano le “culture” e a guardare alla contaminazione fra linguaggi e saperi differenti come a un valore positivo capace di generare ricchezza. Mi auguro che questa mostra, dal titolo emblematico “Arte e Salute”, possa far compiere a tutti noi un passo reale in questa direzione, sulla strada che conduce alla definizione di una nuova cultura della salute capace di integrare visioni, prospettive e approcci differenti.
Giuseppe Agosta Presidente Biomedia S.r.l. e ideatore del progetto Family Health

L’ALBERO, SIMBOLO DI VITA E DI SALUTE
L’albero, con il tronco, i rami, le foglie, i frutti e le radici è un simbolo di vita e di salute. Nasce, cresce, si riproduce e invecchia, spesso con grande lentezza.
Alberi di tutte le forme, colori e dimensioni hanno ispirato artisti di ogni luogo e di ogni tempo.
La mostra fornisce spunti culturali nuovi e accattivanti ed il catalogo ne è una splendida testimonianza.
Albero come simbolo di bellezza, di vita e di salute. L’albero è anche simbolo di eredità! È con un albero “genealogico” che si raffigura infatti la successione delle generazioni e la trasmissione di caratteri ereditari.
Pensiamo all’albero anche come custode della nostra eredità e come occasione per ribadire l’importanza strategica della prevenzione nella promozione della salute.
Giovanni Corsello
Professore Ordinario di Pediatria, Università di Palermo

FAMILY HEALTH
PER LA SALUTE DELLA FAMIGLIA

L’obiettivo di Family Health è quello di mettere a disposizione delle famiglie italiane le più avanzate tecnologie coniugate alle migliori conoscenze scientifiche per gestire al meglio la propria salute.
Essa è, infatti, condizionata positivamente o negativamente dalla storia familiare e personale e dalle scelte comportamentali, soprattutto quelle connesse ad alimentazione, attività fisica ed equilibrio psico-fisico. Come sta emergendo da studi recenti, anche l’arte può giocare un ruolo importante nel promuovere il benessere individuale e collettivo ed è perciò importante che essa venga “utilizzata” anche a questo scopo. Fa piacere vedere in una Milano che in questo momento rappresenta la punta avanzata del Paese un primo concreto esempio di quello che si può fare in questa direzione.
Walter Ricciardi
Professore Ordinario di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma;
Coordinatore Scientifico del progetto Family Health

L’Albero, individuato come tema e soggetto di riferimento della mostra, rappresenta universalmente la vita e il suo perpetuo rinnovarsi. In esso sono racchiusi i valori fondanti della società lombarda: le radici che indicano il legame profondo con il territorio, la robustezza e lo sviluppo di nuovi germogli che richiamano alla dimensione della famiglia e a un processo costante di crescita ed evoluzione. In questo quadro ecco allora che la prevenzione e la cura della salute rivestono un carattere fondamentale. Metaforicamente parlando, solo se l’albero è sano, potrà essere sana anche la nostra società, ed è importante quindi prestare massima cura e attenzione alla salute.
Alessandro Fermi
Presidente del Consiglio regionale della Lombardia

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