ARTE – Apre nei rinnovati spazi del Museo Etnologico Vaticano ANIMA MUNDI

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Città del Vaticano – Mater Amazonia. The deep breath of the world è il titolo della mostra inaugurata questa mattina ai Musei Vaticani. L’esposizione resterà aperta al pubblico da lunedì 28 ottobre 2019 fino a sabato 11 gennaio 2020. Sono intervenuti alla presentazione la dott.ssa Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani, Padre Nicola Mapelli, Curatore del Museo Etnologico Vaticano Anima Mundi, Padre Stefano Camerlengo, Superiore Generale dei Missionari della Consolata, e il dott. Paolo Pellegrini, Amministratore Delegato di MEDIACOR.

ANIMA MUNDI – La mostra è stata allestita all’interno della prima sezione del rinnovato Museo Etnologico Vaticano appena inaugurato da Papa Francesco. “Mi piace pensare – ha dichiarato il Santo Padre – che quello che oggi inauguriamo non sia semplicemente un Museo, nella sua concezione tradizionale. Infatti ho trovato opportuno il nome che è stato scelto per questa raccolta, così evocativo: Anima Mundi. L’anima del mondo. Penso che i Musei Vaticani siano chiamati a diventare sempre più una “casa” viva, abitata e aperta a tutti, con le porte spalancate ai popoli del mondo intero”.
Il Museo Etnologico Vaticano Anima Mundi ospita le testimonianze artistiche e culturali dei popoli non europei e, al momento, riapre al pubblico nel primo spazio ristrutturato dedicato all’Australia e all’Oceania.

MATER AMAZONIA – Per manifestare vicinanza e partecipazione ai lavori del Sinodo, non poteva che essere dedicata all’Amazzonia la prima mostra del nuovo Museo. Nella stessa occasione, infatti, Papa Francesco e i padri sinodali, accorsi numerosi all’evento, hanno visitato Mater Amazonia. “Grazie anche per aver voluto inaugurare – ha dichiarato il Pontefice – questo nuovo allestimento con una mostra speciale sull’Amazzonia, proprio nei giorni in cui stiamo vivendo il Sinodo dedicato a questa regione. E per questo ringrazio anche i Missionari della Consolata, i Salesiani, i Cappuccini, i Saveriani: diversi carismi che si sono incontrati in nome dell’Amazzonia”.

UN VIAGGIO INASPETTATO – Il percorso della mostra vuole, in primo luogo, offrire ai visitatori un vero e proprio itinerario conoscitivo dell’Amazzonia. Un percorso multimediale, immersivo e di grande emozione, per comprendere al meglio il respiro profondo del mondo che pulsa in Amazzonia. La mostra si sviluppa attraverso tre ambienti della vita quotidiana: la foresta, il fiume, la maloca (cioè la casa comunitaria). Si possono osservare oltre cento oggetti che si alternano a filmati e scatti fotografici: raccontano il rapporto tra uomo e ambiente e vengono riprodotti in alcuni micromonitor.
In una sezione della mostra vengono proiettate in 4K su due grandi schermi, per un totale di quasi 64 metri di superficie, le immagini dello scorrere del fiume e lo spettacolo della natura.

L’INCONTRO – Di particolare rilievo sono alcuni oggetti che testimoniano l’incontro della fede cristiana con le popolazioni indigene e come queste abbiano assimilato il Vangelo in tanti aspetti della vita quotidiana. Due grandi monitor, attraverso la proiezione di immagini storiche e filmati originali, raccontano la presenza dei missionari e delle missionarie nella regione: occhi e volti di tanti uomini di Dio che molto spesso hanno sacrificato la loro vita per la difesa di quei popoli e quei luoghi.

ECOLOGIA INTEGRALE – Proiezioni, luci e suoni, con pannelli in italiano e inglese, conducono a poco a poco lo spettatore dalla maestosa tranquillità dei paesaggi amazzonici sino alla cruda realtà dei problemi e delle tragedie che sconvolgono quella terra e, quindi, l’intero pianeta. Mater Amazonia vuole offrire al grande
pubblico dei Musei Vaticani l’opportunità di riflettere su alcuni grandi temi tanto cari a Papa Francesco e alle popolazioni indigene: preoccupazione per la natura, giustizia verso i poveri, impegno nella società. Un modo potente e originale per contribuire, così come nelle intenzioni del Sinodo, a sensibilizzare le coscienze di tutti gli uomini di buona volontà davanti ai gravi problemi che stanno attanagliando questa parte del mondo.
L’allestimento di Mater Amazonia è frutto della collaborazione tra i Musei Vaticani e i Missionari della Consolata. La realizzazione tecnica del progetto è stata curata dalla Mediacor di Torino.

Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani: «Abbiamo inaugurato il Museo Etnologico Vaticano Anima Mundi in una nuova veste completamente rinnovata. Un allestimento nel segno della trasparenza e della condivisione che ha creato uno spazio di incontro di culture diverse e dove ogni visitatore potrà trovare le sue radici. È stato il Santo Padre Papa Francesco ad inaugurarlo insieme ad una mostra dedicata all’Amazzonia: Mater Amazonia. The deep breath of the world, voluta dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano in collaborazione con l’Istituto Missioni Consolata».

Padre Nicola Mapelli, curatore del Museo Etnologico Vaticano Anima Mundi : «Quella che riapre oggi è la prima sezione del nuovo Museo Anima Mundi, dedicata agli indigeni australiani e agli abitanti delle Isole del Pacifico. Contemporaneamente inauguriamo una mostra che racconta i popoli amazzonici. Non poteva esserci modo migliore per esprimere come questo settore dei Musei Vaticani voglia essere una casa aperta a tutti. La Bellezza si manifesta nelle varietà: a noi il compito di preservarle e valorizzarle anche con iniziative come questa».

Padre Stefano Camerlengo, superiore generale dei Missionari della Consolata: «Abbiamo pensato Mater Amazonia anche come momento di denuncia, cioè del pericolo che minaccia la foresta e rischia di trascinare il mondo intero nel disastro. Ma intendiamo portare i visitatori anche alla assunzione di responsabilità. La crisi ecologica, infatti, è manifestazione della crisi etica, culturale e spirituale della società globalizzata e non è pensabile riuscire a risanare la relazione con la natura senza risanare le relazioni umane fondamentali».

Paolo Pellegrini, amministratore delegato di Mediacor: «È stato entusiasmante lavorare a questo progetto in collaborazione con i Musei Vaticani. Siamo convinti, e lo abbiamo sperimentato anche per i temi legati al Sinodo sull’Amazzonia, che una multimedialità professionale e puntuale possa diventare un nuovo paradigma di comunicazione sia per il mondo ecclesiale sia per la “Chiesa in uscita”. È un contributo perché il patrimonio della memoria, come ricorda il Papa per la prossima Giornata delle comunicazioni sociali, sia valorizzato e coltivato».

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