Appello del Papa: “La Comunità internazionale aiuti i Paesi colpiti da Ebola”

0

La tragedia di Ebola nelle parole del Papa che, a conclusione dell’udienza generale, ha lanciato un appello affinché il mondo guardi con attenzione alle conseguenze della devastante epidemia. Servizio di Francesca Sabatinelli:

“Il mio pensiero va ora a quei Paesi dell’Africa che stanno soffrendo a causa dell’epidemia di Ebola. Sono vicino alle tante persone colpite da questa terribile malattia. Vi invito a pregare per loro e per quanti hanno perso così tragicamente la vita. Auspico che non venga meno il necessario aiuto della Comunità Internazionale per alleviare le sofferenze di questi nostri fratelli e sorelle. Per questi nostri fratelli e sorelle ammalati preghiamo la Madonna”.

Drammatiche le parole del Papa, drammatiche le cifre sull’espansione della malattia. La previsione fatta dal Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’ente nazionale americano che si occupa di salute pubblica è addirittura più drammatica di quella dell’Organizzazione mondiale della sanità: secondo gli americani entro il prossimo gennaio i casi di Ebola in Africa occidentale potrebbero raggiungere quota 1,4 milioni. L’Europa parla di nuove strategie per combattere l’epidemia nei Paesi africani maggiormente colpiti: Guinea, Sierra Leone e Liberia. Ed è proprio in Sierra Leone che si registra un altro caso di contagio tra i missionari dell’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio-Fatebenefratelli. Un religioso spagnolo, Manuel Garcia Viejo, medico chirurgo dell’ospedale San Giovanni di Dio a Lunsar, nel nord del Paese, è stato rimpatriato in Spagna dopo aver contratto il virus, ed ora versa in condizioni difficili. A lanciare un doloroso allarme è stato il priore generale dell’ordine che in una lettera ai confratelli annuncia l’intenzione di chiudere nuovamente l’ospedale. “Non possiamo continuare l’attività da soli – si legge – abbiamo bisogno dell’aiuto del governo, della Chiesa e degli organismi internazionali che operano in campo sanitario”. Fra Moises Martìn è il direttore dell’Ufficio missioni e cooperazione internazionale presso la Curia generalizia del Fatebenefratelli:

R. – La nostra vocazione è quella di essere al servizio fino alla nostra morte, se c’è bisogno di questo. Questa volta, però, abbiamo dovuto chiudere l’ospedale, perché al momento non sappiamo bene come sia stato contagiato il nostro ultimo confratello. Dobbiamo far guarire i malati e fermare l’epidemia! Siamo consapevoli che da soli non possiamo farcela, dobbiamo lavorare assieme con altri organismi che operano sul terreno, anche con il governo e con altri enti internazionali. Noi vogliamo rimanere accanto alle persone che sono in sofferenza. Non vogliamo lasciarle sole, ma abbiamo però bisogno di altri per poter andare avanti.

D. – Il suo Ordine ha pagato fortemente l’epidemia, perché ci sono state molte vittime tra i suoi confratelli, sia in Liberia che in Sierra Leone…

R. – Certo. In Liberia sono morti tre frati, l’intera comunità del Fatebenefratelli – uno spagnolo e due africani – ma anche una suora delle missionarie dell’Immacolata Concezione e cinque nostri collaboratori. In Sierra Leone, invece, sono morti 8 collaboratori e adesso c’è il nostro confratello, un medico, rimpatriato in Spagna perché ammalato.

D. – Le notizie che a voi arrivano dai Paesi in cui siete presenti – e quindi parliamo di Liberia e Sierra Leone – quali sono?

R. – Sono ogni volta più preoccupanti, perché è difficile conoscere i numeri. L’Oms sta dando delle cifre, ma non si sa ancora molto bene. Ci sono tante persone contagiate che non sanno di esserlo. La Liberia e la Sierra Leone sono due focolai molto grandi, anche la Guinea-Conakry, ma non si può misurare.

D. – Di oggi l’appello del Papa: per lei è importante?

R. – Per me è stato molto importante che il Santo Padre abbia fatto questo appello, questo richiamo. Penso che sia molto importante, perché lui ha più forza di tante altre persone a livello mondiale. Io penso che questo appello sarà ascoltato. Abbiamo un debito con queste popolazioni, che si trovano in questa situazione. Non dobbiamo lasciarle da sole! Noi stiamo soffrendo molto per questa situazione, ma ci incoraggia il Papa.

Fonte: Radio Vaticana

No comments

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: